Taormina, 13/08/2012 - Il Bellini Festival, fondato e diretto nel 2009 da Enrico Castiglione, si è imposto in breve tra i maggiori festival italiani ed esteri, inserendosi a pieno titolo nel circuito internazionale sia per le produzioni proprie che per le compagnie ospiti. Lo conferma la presenza in cartellone delle stelle del New York City Ballet, che il 14 agosto alle 21,30 si esibiranno al Teatro Antico di Taormina per festival intitolato al sommo compositore siciliano.
Dopo il successo di Norma, messa in scena in luglio al Teatro Antico di Taormina con la regia e le scene di Castiglione e trasmessa in diretta via satellite nei cinema di tutto il mondo, il festival si è aperto quest’estate per la prima volta anche alla grande danza, proponendo un ciclo dedicato al balletto classico e moderno che culminerà appunto la vigilia di Ferragosto con la serata di gala che vedrà protagonisti i "principals" del NYCB, tra le maggiori e più blasonate compagnie del mondo.
La scelta non è certo casuale. La danza rappresenta infatti un capitolo importante nella programmazione realizzata in questi anni da Enrico Castiglione nella suggestiva cavea classica taorminese. Indimenticabile nel 2007 il gala di addio di Alessandra Ferri, che accanto alla danzatrice italiana ha visto l’étoile Roberto Bolle e appunto le stelle del Nycb. Un appuntamento che si è ripetuto nel 2010 e ora nel 2012 per la gioia del pubblico internazionale presente a Taormina, che ogni volta riserva alla celebrata formazione un autentico tributo.
Se anzi volessimo fare una classifica delle compagnie la cui fama ha raggiunto la leggenda, in cima alla lista ci sarebbe proprio quella fondata e diretta da George Balanchine, poi affiancato da Jerome Robbins, altro gigante della coreografia del Novecento. Tra le sue file si sono esibiti, inoltre 62 anni di vita, danzatori anch’essi leggendari, impeccabili per stile e tecnica. La serata programmata al Teatro Antico darà ancora una volta a residenti e turisti la possibilità di ammirare virtuosi e virtuose come gli statunitensi Tyler Angle, Ashley Bouder, Megan Fairchild, Amar Ramasar, Andrew Veyette, gli spagnoli Joaquin De Luz e Gonzalo Garcia, l’argentina Anna Sophia Scheller.
Insieme faranno rivivere vere e proprie pietre miliari della storia artistica della compagnia. Il programma sarà dedicato soprattutto a Balanchine, di cui verranno riproposti Apollon Musagète che segnò l'incontro del coreografo con Stravinskij, Tarantella su musiche di Gotthschard e Who cares? sulle melodie dei song di Gershwin. I "principals" continuano altresì la tradizione dei classici, pure molto cara a Mister B, portando in scena i passi a due dal Don Chisciotte (coreografia di Marius Petipa, musica di Aloisius LudwigMinkus) e Fiamme di Parigi (coreografia Vasily Vainonen, musica Boris Asafiev).
Presenteranno, inoltre, per la prima volta in Italia Russian Dance, pas de deux dal Lago dei Cigni, nella coreografia di Peter Martins, già stella di prima grandezza della compagnia e attuale direttore artistico, che ha ulteriormente arricchito il repertorio con alcuni balletti indimenticabili.
Ad aprire il programma sarà, come si è anticipato, il celeberrimo Apollon Musagète, andato in scena per la prima volta nel giugno del 1928 al Teatro Sarah Bernadt di Parigi, primo vero successo di Balanchine, che lo rese noto alle platee di tutto il mondo. Il dio Apollo danza con le muse Calliope, Polminia e Tersicore, rispettivamente protettrici della poesia, della mimica e della danza. Fu con questa creazione che Balanchine inaugurò il sodalizio con il compositore Igor Stravinskij.
Del periodo americano è Tarantella, rappresentata per la prima volta nel gennaio 1964 al City Centre of Music and Drama di New York. L’energia del folclore napoletano si fonde qui con il rigore della danza classica in un avvincente passo a due composto da virtuosismi di altissimo livello. Sfruttando il divertente adattamento orchestrale che Hershy Kay realizzò del brano per pianoforte e orchestra di Gottschard, Balanchine non perde occasione di sorprenderci e di ampliare i confini della danza accademica.
Gran finale con Who cares?, la cui prima rappresentazione è avvenuta nel febbraio 1970, al Lincoln Centre di New York. È un sentito omaggio a George Gershwin, scomparso nel 1937 proprio mentre lavorava con Balanchine a Brodway allo spettacolo Folies di Samuel Goldwin. Trentatre anni dopo, il coreografo volle dedicare all’autore di Rapsody in Blue questa esaltante antologia danzata, che raccoglie sedici canzoni (arrangiate sempre da Hershy Kay), composte da Gershwin tra il 1924 e il ’31. Un inno a Manhattan e alla città di New York, la metropoli in cui sia Gershwin che Balanchine hanno espresso il meglio di sé.
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