Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

TEATRO DI MESSINA: C'È UNA VOLONTÀ POLITICA DI DISTRUGGERLO DA PARTE DELL'ASSESSORE AL TURISMO?

In una conferenza stampa si è parlato della situazione e delle prospettive dell'Ente. Gli interventi del presidente Ordile, del sovrintendente Magaudda e dei consiglieri Rizzo e Ricevuto

Messina, 21/08/2012 - «L'incontro di oggi arriva in un momento estremamente drammatico per l'Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina. Perché, oltre al problema del taglio ai finanziamenti regionali che di fatto pregiudica una buona parte della nostra attività, ce n'è un altro molto più impellente e di importanza che non esito a definire capitale. I nostri dipendenti non hanno ancora ricevuto lo stipendio di luglio e, al momento, non sappiamo se la Regione ci metterà in grado di pagare quello di agosto. Chiediamo l'aiuto di tutte le forze della città».

Non ha usato giri di parole il presidente Luciano Ordile nell'aprire la conferenza stampa convocata al Teatro Vittorio Emanuele sull'argomento "Situazione e prospettive del Teatro di Messina dopo il taglio al finanziamento regionale". Il problema stipendi nasce - e né il presidente né il sovrintendente Paolo Magaudda lo hanno nascosto - dalla mancata presentazione del conto consuntivo relativo al 2010. Una situazione derivante dal cambiamento di regole nella compilazione del consuntivo, che ha creato difficoltà e che finalmente ora potranno essere superate grazie a un accordo con l'Ordine dei Commercialisti.

Va ricordato, però, che - come ha detto Ordile - è prassi consolidata che la Regione eroghi comunque le somme che riguardano gli stipendi. In questo senso, confermata la disponibilità del direttore generale dell'Assessorato al Turismo, Marco Salerno, quasi in diretta è arrivata l'autorizzazione a procedere da parte dell'Assessorato all'Economia. Una buona notizia, che dovrebbe adesso sbloccare il procedimento. Di questo Ordile ha ringraziato l'assessore Armao e l'on. Giovanni Ardizzone che ha seguito passo passo l'iter della pratica.

Il sovrintendente Magaudda ha chiarito che la stagione si farà: «Il contributo regionale è passato da 6.962.000 a 5.492.000. Un taglio di 1.470.000, pari a quasi il 22% in meno, avvenuto in corso d'opera e con il bilancio preventivo già approvato dalla Regione. Non sarà possibile fare tutto quello che è stato programmato, ma faremo il massimo possibile, considerato che in questi mesi siamo riusciti a realizzare dei risparmi. Sarà poi il Consiglio di amministrazione a decidere che cosa programmare fra le diverse opzioni, elaborate insieme con i direttori artistici».

Di diverso tono l'intervento del consigliere di amministrazione Francesco Rizzo: «Il Teatro di Messina è sotto mirino - ha detto - c'è una volontà politica di distruggerlo da parte dell'assessore al Turismo. Lo dimostrano tre circostanze: 1) il taglio al finanziamento 2) l'invio di un commissario ad acta per le tabelle di equiparazione e la pianta organica 3) la mancata erogazione di fondi per gli stipendi». Ha poi specificato che lui e altri consiglieri avrebbero preferito una presa di posizione molto decisa da parte dell'Ente: «Su questo non c'è unanimità e per questo alcuni consiglieri sono assenti».

Secondo il consigliere d'amministrazione Gustavo Ricevuto, invece, la situazione d'emergenza dovrebbe far emergere unità d'intenti, anche se con una dialettica costruttiva. Ha poi sottolineato come questo consiglio abbia avuto la "sfortuna" di trovarsi nel periodo forse più buio per tutto lo spettacolo italiano «ma - ha aggiunto - chi fugge ha sempre torto e noi siamo qui per fare il meglio possibile».

In conclusione il presidente Ordile ha affermato: «Tengo a dire forte che non sono qui per celebrare il funerale del Teatro di Messina. Troveremo anche mezzi innovativi, come sponsorizzazioni e i contributi europei, per reperire risorse. E poi voglio precisare una cosa: per me la politica non è protesta ma proposta».
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TEATRO DI MESSINA. TRANCHIDA RISPONDE A ORDILE: "I FONDI SONO BLOCCATI DAL PATTO DI STABILITA'"

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