
30/10/2012 - “Non ho dubbi che Saro Crocetta sia il nuovo Mario Cuomo italiano. Applicherà alla Sicilia criteri di rigore e riforme analoghi a quelli che hanno caratterizzato l’iter politico del leggendario governatore di New York ma, al tempo stesso, Crocetta ha l’estrosità e la spregiudicatezza per trovare idee creative che possano rilanciare l’immagine della regione in tutto il mondo”.
Lo ha dichiarato il massmediologo Klaus Davi, che ha curato la comunicazione di Crocetta sin dai tempi di Gela e che lo ha consigliato e sostenuto (ma solo in veste di amico, precisa) durante la sua campagna elettorale.
Davi - che conosce bene la Sicilia visto che cura anche l’immagine dell’attuale sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, rieletto per la seconda volta consecutiva dopo aver sconfitto il candidato Pdl Totò Pennica - osserva: “La Sicilia ha soprattutto bisogno di persone per bene,
normali, che però abbiano idee e creatività per rilanciare il proprio territorio. Oltre a ciò devono saper declinare e applicare veri spunti riformatori proprio come fece Mario Cuomo, il mitico governatore dello Stato di New York per più di un decennio, i cui tre mandati furono caratterizzati da una serie di riforme epocali: dal rilancio dell’occupazione, grazie al famoso programma di investimenti ‘New York New York’, con cui creò mezzo milione di posti di lavoro nonostante avesse attraversato due recessioni a livello nazionale, alle sue ricette anti-crimine, che prevedevano carcerazioni lunghe per i criminali più violenti e programmi di recupero per quelli non violenti allo scopo di ridurre la popolazione carceraria”.
Davi non si sottrae dal dare una stoccata ai radical chic palermitani: “Non hanno mai creduto in Crocetta perché lui rappresenta una sinistra popolare, non dogmatica, mentre essi vivono nei loro salotti politico-giornalistici e pretendono di dettare la linea di una regione che si sta chiaramente svincolando, con fatica, dalle logiche di asservimento. Ma il loro mondo è diventato marginale e Crocetta rappresenterà una occasione unica di rilancio internazionale dell’immagine della Sicilia”.
Il massmediologo, infine, torna anche sulla storica battuta di Crocetta sull’astinenza dal sesso in caso di vittoria elettorale: “Era chiaramente una boutade estiva per colpire i social network e il web. Ma, in conseguenza di questa azione, c’è stata la sua esplosione di notorietà in un settore dove non era conosciutissimo. Per il web non funzionano le logiche di comunicazione dei radical chic palermitani e non... Lì bisogna colpire emotivamente. Soprattutto i ragazzi, giovani elettori, hanno reagito con curiosità alla battuta, ma poi si sono informati su chi l’aveva detta e hanno scoperto che quest’uomo aveva, contro tutto e tutti e rischiando la propria incolumità, cacciato la mafia dal Comune di Gela”.
Quanto alle dichiarazioni di Giorgio Gori su Crocetta, Klaus Davi infine commenta: “Gori? Che fine ha fatto il suo candidato a Palermo?”.
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