Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

SCUOLA: QUESTO CONCORSO NON SERVE E NON 'VALORIZZA'

05/10/2012 - Sono stato testimone diretto della presentazione alle Associazioni dei nuovi sistemi di reclutamento pensati da questo Governo. Il Ministro Profumo ci invitò nel salone dei Ministri per dirci che si apprestava a bandire il concorso per il reclutamento di circa 20.000 insegnanti. Intervenni per spiegare che non c’erano i margini per una ulteriore sanatoria, che la qualità del personale della scuola era sempre più scadente, che occorreva dare spazio al merito. Il Ministro assicurò che si sarebbe applicato “Valorizza 2” nella valutazione del personale, che si sarebbe dato spazio ai giovani e che il merito sarebbe stato premiato.
Dal giorno successivo iniziarono le proteste sindacali e il Ministro si adeguò, con una drastica marcia indietro: Valorizza 2 e le ipotesi di valutazione furono accantonate e il concorso per i TFA fu imperniato non su titoli ed esami, ma su insensati test nozionistici.

L’attuale concorso, che prevede l’assunzione di quasi 12.000 docenti in due anni, certifica in pratica la continuità con i vecchi sistemi di reclutamento che hanno reso inefficaci i processi di insegnamento, come Invalsi e OCSE si affannano a ricordarci. Possono accedere alle prove solo coloro che hanno conseguito il titolo di studio entro l’anno scolastico 2001/2002. Non si capisce sulla base di quale diritto si siano esclusi tutti i giovani che si sono laureati negli ultimi 10 anni. È assurdo! È da razzisti!

Poi, ragionandoci, ho pensato che quelli laureati prima del 2002, sono i precari della scuola, quelli che con le loro richieste e i loro contenziosi affollano le stanze dei sindacati e pagano la delega. Se due più due fa quattro, questo concorso è stato deciso e voluto dai sindacati per dare soddisfazione ai propri iscritti, precari di lungo corso, mai valutati, mai vincitori negli altri concorsi. I giovani laureati che non hanno sponsor corporativo, sono respinti anche se usciti dall’università con 110 e lode, motivati e capaci. Del resto il Ministro proviene dall’Università statale, dove in passato i metodi dei concorsi non sono proprio stati meritocratici.

Occorre prendere atto di una realtà ormai evidente: i sindacati sono talmente infiltrati nell’amministrazione, che non si riesce più a fare una legge uguale per tutti, un concorso aperto a tutti, come la Costituzione vorrebbe. Le regole sono dunque subordinate alle esigenze sindacali. Il preside dell’istituto comprensivo di Altofonte è un sindacalista esonerato da sempre, che ha scelto questa scuola, nella quale non è mai andato, perché è di prima fascia e lui guadagna di più pur senza esercitare il ruolo, mentre la scuola è annualmente affidata a un reggente transeunte. È un dirigente valido, persona per bene, ma è chiaro che privilegi sindacali e cultura degli interessi di categoria prevalgono ormai all’interno dell’amministrazione, che sembra aver smarrito la bussola degli interessi generali e di quelli dell’utenza. Il sindacato è, nei fatti, divenuto una corporazione con aspetti di lobby.

Solo chi vive all’interno delle scuole conosce i guasti provocati dalle graduatorie permanenti, che obbligano a continui cambi di docenti nelle classi. Graduatorie gestite da provveditorati ormai privi di personale all’altezza dei compiti, che non rispettano i tempi relativi all’inizio dell’anno scolastico, sommersi dai ricorsi, costretti a rifare in continuazione le convocazioni, a notificare nomine ai poveri soprannumerari negli angoli più dispersi della provincia, o su cattedre orario in due o più istituti a volte molto distanti da loro.
Un Governo che si rispetti dovrebbe fare tre cose: attribuire alle scuole il compito del reclutamento, riformare i consigli d’istituto oggi autoreferenziali, valutare seriamente dirigenti e personale, licenziando o retrocedendo chi non si dimostra all’altezza del compito. Invece è stato smantellato il corpo ispettivo, sono stato decimati i dirigenti scolastici (-25% in sette anni), si danno in reggenza persino i provveditorati. Si risparmia sui dirigenti e si finanziano i sindacati che mettono in atto un’azione ostruzionistica continua nei confronti della scuola. Sindrome di Stoccolma o masochismo dilagante?

Roberto Tripodi
Presidente regionale ASASI
Consulente della V Comm. Legisl. A.R.S.

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