“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

CASA SERENA, IL COMUNE PREVEDE 700 MILA EURO MA RESTA IN PIEDI IL PROGETTO DI TRASFERIMENTO DEGLI ANZIANI

I SINDACATI ESPRIMONO PERPLESSITA’ SULLA DETERMINAZIONE DEL COMMISSARIO CROCE. “I SOLDI ANCORA DEVONO ESSERE REPERITI E GIA’ SAREBBERO STATE INDIVIDUATE LE STRUTTURE PER TRASFERIRE GLI OSPITI DI CASA SERENA”. LUNEDI’ VERTICE SU CASA SERENA E SERVIZI SOCIALI CONVOCATO DAL PREFETTO

Messina, 21 novembre 2012 – “Ci sembra che nella stessa riunione e per lo stesso problema siano state assunte due decisioni l’una il contrario dell’altra”. Restano forti le perplessità delle Federazione del Pubblico Impiego di Cgil, Cisl e Uil dopo le determinazioni assunte dal Commissario Straordinario Luigi Croce su Casa Serena e diramate attraverso un comunicato stampa nella mattinata di oggi, non ci lascia affatto soddisfatti.
“Nella nota – sottolineano Crocè, Emanuele e Calapai – da un lato si decide di impegnare 700 mila euro per la messa a norma della struttura, dall’altro lato si evidenzia ancora una volta come gli anziani, ‘per garantire l’assistenza socio-sanitaria’ saranno trasferiti ‘in strutture inserite nell’Albo regionale’. La traduzione è presto fatta: il progetto continua, gli anziani dovranno lasciare Casa Serena tanto che gli uffici comunali avrebbero già individuato le strutture per trasferire gli ospiti dell’ospizio messinese”.

I sindacati, inoltre, manifestano preoccupazione perché la somma di 700mila euro – come si legge nella nota del Comune – ancora deve essere individuata e reperita dalla Ragioneria di Palazzo Zanca. “Siamo convinti – sostengono Crocè, Emanuele e Calapai – che con il reperimento delle somme e con la certezza che queste vi siano, i lavori possono essere eseguiti in tempi brevi e senza pensare al trasferimento degli anziani considerato che la struttura di Casa Serena consente la chiusura delle ali dell’edificio in cui devono essere eseguiti i lavori. Il rischio, altrimenti, è che la chiusura della struttura in attesa della messa a bando, aggiudicazione, esecuzione dei lavori e delle certificazioni determinerà comunque l’impossibilità di assistenza e ospitalità per gli anziani e di tutela occupazionale per i lavoratori. Che siamo di fronte a un progetto preconfezionato lo dimostra il fatto che le questioni connesse alla sicurezza edilizia non vengono viste nell’ottica complessiva sapendo che le scelte operate per Casa Serena, invece, non vengono prese per altri uffici pubblici dove la normativa non è stata totalmente applicata”.

Le tematiche riguardanti Casa Serena e anche di tutti i servizi sociali in scadenza gestiti dal Comune saranno oggetto dell’incontro che il Prefetto di Messina Stefano Trotta ha convocato per il prossimo lunedì 26 novembre alle ore 11.30 al quale parteciperanno i rappresentanti sindacali e il Commissario straordinario del Comune.

“In quella occasione – concludono i sindacalisti – si dovranno stabilire tempi, modi, certezze e garanzie per la prosecuzione del servizio agli anziani e le tutele occupazionali ai lavoratori”.

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