Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

INCONTINENZA, UN FENOMENO INVALIDANTE PER LA PROPRIA INTEGRITÀ

Messina, 27/11/2012 - Imbarazzo, senso di vergogna, limitazioni nella libertà di muoversi e di frequentare luoghi pubblici sono le conseguenze della sindrome da vescica iperattiva e del suo sintomo più invalidante, l’incontinenza urinaria d'urgenza, che comporta la necessità di recarsi frequentemente in bagno, anche più di otto volte al giorno. Colpisce in Italia 3 milioni di persone ed è ancora poco conosciuta e, se non trattata, riduce la qualità di vita sensibilmente come diabete e ipertensione. In Sicilia, secondo i risultati di una ricerca nazionale condotta da Elma Research, più del 60% delle donne tra 35 e 70 anni ritiene che l'impatto di una malattia del genere sia molto forte, perché causa un forte senso di vergogna. Le donne siciliane hanno il primato di essere quelle che più s’informano su internet sulla malattia (21% contro il 7,4 del dato italiano): per cui una corretta comunicazione sulle terapie per trattarla risulta fondamentale. Fra coloro che ne soffrono, il 59% teme di essere costretta a vita alla cosiddetta “schiavitù da pannolino” e l’85% di coloro che non ne soffrono, contro il 77% della media italiana, preferirebbe invece affidarsi a una terapia farmacologica per risolvere il problema.

Per fare emergere le pesanti ricadute sociali della patologia, informare e rompere questi tabu, è nata "Donne VIP", campagna nazionale di sensibilizzazione, promossa dal Gruppo Italiano Salute e Genere, che in questi giorni fa tappa nella nostra Regione.

"Anche per via della totale assenza d’interventi sociosanitari - sottolinea la prof.ssa Flavia Franconi, ordinario di Farmacologia Cellulare all'Università di Sassari e presidente GISeG - troppe donne ancora ritengono che l’incontinenza urinaria sia una condizione da nascondere, un evento “naturale” e ineluttabile, per il quale non si può cercare aiuto, o da sopportare in silenzio, come era la menopausa fino a qualche anno fa".

Le donne si sentono costrette ad attuare dei meccanismi di difesa come la minzione difensiva, l’uso di assorbenti, assunzione limitata di liquidi, che può causare irritazione vescicale e squilibri idroelettrolitici, ma anche il mapping dei bagni: sapendo che non possono avere un’autonomia superiore a mezz’ora o quaranta minuti, la prima cosa che cercano di fare è individuare l’ubicazione dei bagni.

"L’incontinenza è un fenomeno invalidante che riguarda la percezione della propria integrità fisica – spiega il professor Biagio Adile, direttore Urologia Ginecologica Centro di Riferimento Regionale per la diagnosi e la cura della Incontinenza urinaria femminile e della Cistite Interstiziale, A.O.O.R., Villa Sofia Cervello di Palermo – con un impatto sulla qualità della vita notevole, perché la condizione coinvolge la vita di relazione e la propria autonomia motoria, come la capacità di dedicarsi ad attività ludiche o sportive. Attualmente è ancora una condizione che determina isolamento e spesso solitudine, aggravate dalla totale assenza di interventi sociali".

L’incontinenza da urgenza, però, si può trattare, in particolare grazie agli antimuscarinici, che a differenza di altri Paesi europei, in Italia sono a carico della paziente.

"In uno Stato moderno, al fine di creare le condizioni per una relazione virtuosa tra industria farmaceutica e Servizio Sanitario Nazionale, è auspicabile che si crei una condizione di equilibrio stabile – sottolinea Ermanno Buratti, Direttore Generale di Astellas Pharma, che sostiene l’iniziativa – non si deve quindi più pensare che produrre un farmaco sia solo consentire una cura: l'azienda può e deve fare molto di più.

Secondo il prof. Mario Eandi, ordinario di Farmacologia dell’Università di Torino: "L’analisi farmacoeconomica dell’uso degli antimuscarinici nel trattamento della patologia rileva un rapporto costo/utilità molto favorevole – spiega il – un trattamento con un antimuscarinico come la solifenacina si tradurrebbe per il paziente in un sensibile incremento della qualità di vita, grazie al miglioramento sintomatologico, e in una probabilità di ritorno alla continenza pari al 59%. Nella prospettiva del Servizio Sanitario Nazionale, sarebbe in grado di liberare dalla condizione patologica oltre 160.000 pazienti, rispetto all’assenza di trattamento, a fronte di un costo totale compreso tra 23 e 54 milioni di euro".

La Campagna Donne VIP si avvale di Forum regionali, un cortometraggio e un sito web con contenuti informativi consultabili su www.donnevip.it.

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