Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

MILAZZO: GLI STUDENTI OCCUPANO IL LICEO IMPALLOMENI PER PROTESTA

Milazzo, 26/11/2012 - In data 26 novembre noi studenti, del liceo classico e scientifico G.B Impallomeni, abbiamo occupato il plesso di via Risorgimento. Nella mattinata di oggi, dopo un'assemblea autogestita davanti al liceo, a cui
ha preso parte la stragrande maggioranza degli studenti, si è deciso
unanimemente per l'occupazione della struttura. Dopo la partecipata
manifestazione di giorno 24 novembre che ha visto scendere in piazza
oltre 500 persone, la nostra occupazione si colloca in un ampio panorama
nazionale che vede gli studenti medi come la soggettività più forte e
più organizzata nelle lotte che stanno aprendo questo caldo autunno.

Studenti e studentesse di Milazzo, insieme ai compagni e alle compagne
di tutta Italia, alzano la voce contro i tagli, la dequalificazione e
l'austerity: l'obiettivo è riprendersi le scuole e i luoghi dove gli
studenti producono ricchezza ogni giorno. La scuola è diventata un

laboratorio autogestito di condivisione del sapere: ognuno può mettere
in comune le proprie conoscenze attraverso corsi di ogni genere, che
lasciano spazio non solo all'attività ludica ma anche alla formazione
culturale, cinematografica, professionale, storica e politica.
Attraverso questa riappropriazione della scuola si contesta lo stato di
incuria delle strutture, causato dai tagli, la privatizzazione del
sapere che non è più pubblico ma sempre meno accessibile. Questa non è
solo una denuncia ma una lotta per tutti gli aspetti di un'esistenza
precaria che è già iniziata e che sarà sempre più opprimente nel
passaggio alla realtà universitaria e lavorativa.
Per questo chiediamo che il Dirigente scolastico ci permetta di lottare
per dei diritti che non interessano solo noi, ma, in maniera diretta
anche lei e dipendenti pubblici che lavorano per la scuola e
l'istruzione.

Studenti liceo G.B. Impallomeni occupato

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