Scorie nucleari: anche a Trapani il NO assoluto al deposito nazionale di rifiuti radioattivi

Manifestazione NO deposito scorie. Ciminnisi (M5S): "Auspichiamo presa di posizione di maggioranza e Governo di centrodestra".  La deputata ARS Cinqustelle Cristina Ciminnisi presente, unitamente alla coordinatrice Territoriale del M5S Francesca Trapani, alla manifestazione contro le scorie nucleari avvenuta a Trapani. Trapani, 2 maggio 2024  – "Come abbiamo già fatto a Segesta, anche a Trapani, oggi abbiamo manifestato il nostro NO assoluto al deposito nazionale di rifiuti radioattivi nei nostri territori. Come MoVimento 5 Stelle Sicilia, lavoreremo perché l’ARS approvi la mozione affinché Trapani e Calatafimi non diventino la pattumiera d’Italia. Ci preoccupa il fatto che non abbiamo ancora ascoltato un NO altrettanto deciso da parte della maggioranza di centrodestra, né da parte del Governo Regionale. Al contrario, sembrano giungere da autorevoli rappresentanti del territorio preoccupanti voci di 'disponibilità a valutare' le 'opportunità economiche'.

'OPERAZIONE GRAN BAZAR' A MESSINA, 8 MAFIOSI IN MANETTE PER USURA ED ESTORSIONE VIOLENTA

Le misure cautelari in carcere sono scattate per Giuseppe Mazzù di 54 anni, agente penitenziario in pensione; Tindaro Patti di 38 anni; Giuseppe Camarda, 40 anni; Carmelo Vito Foti, 45 anni, già detenuto per altri reati; Giuseppe Ilacqua di 59 anni, responsabile del magazzino dell'Acr Messina calcio ed ex benzinaio; Nicola Tavilla, 47 anni; Salvatore La Camera di 37 anni e Domenico Trentin di anni 33, già detenuto per altri reati. Per tutti gli arrestati l'accusa è di usura ed estorsione aggravati dal metodo mafioso
Messina, 19/12/2012 - Sono otto le persone responsabili dei reati di usura ed estorsione - in alcuni casi aggravati dal metodo mafioso - raggiunte stamani, alle prime ore del giorno, da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dalla Squadra Mobile e dalla Sezione di P.G. della Polizia di Stato presso la Procura di Messina. Le indagini hanno preso piede nel maggio del 2009 quando un direttore di banca ha denunciato di essere vittima di atti intimidatori, inizialmente sotto forma di reiterate minacce telefoniche e lettere minatorie, in seguito culminati nell’incendio ai danni della propria autovettura.

Le misure cautelari in carcere sono scattate per Giuseppe Mazzù di 54 anni, agente penitenziario in pensione; Tindaro Patti di 38 anni; Giuseppe Camarda, 40 anni; Carmelo Vito Foti, 45 anni, già detenuto per altri reati; Giuseppe Ilacqua di 59 anni, responsabile del magazzino dell'Acr Messina calcio; Nicola Tavilla, 47 anni; Salvatore La Camera di 37 anni e Domenico Trentin di anni 33, già detenuto per altri reati.

Il lavoro degli investigatori ha permesso il collegamento di tali episodi criminali con una serie di operazioni bancarie, poco chiare, effettuate da alcuni clienti presso l’istituto di cui la vittima era il direttore ed alle quali la stessa si era opposta. In particolare, un vorticoso scambio di assegni, non motivato e suffragato da rapporti commerciali tra le parti era alla base degli attriti creatisi in agenzia con i suddetti clienti. Le intercettazioni ambientali e telefoniche hanno poi rivelato che il giro di titoli era in massima parte generato con l’intento di rappresentare un’evidenza contabile che celasse la comune situazione di dissesto finanziario. Dissesto finanziario per far fronte al quale, gli stessi clienti avevano, in taluni casi, fatto ricorso a prestiti usurai.

E’ dunque emerso il coinvolgimento di personaggi orbitanti negli ambienti della criminalità organizzata messinese chiamati in causa ora per il reperimento di finanziamenti, ora per sollecitare interventi volti a risolvere situazioni di contrasto. Si è appurato poi che il principale elemento di collegamento tra questo gruppo di imprenditori e professionisti ed il locale ambito dell’usura era Giuseppe Mazzù, ex agente penitenziario in pensione, con importanti contatti con elementi di spicco della criminalità organizzata sia del capoluogo che della fascia tirrenica della provincia messinese.

L’ex agente penitenziario in pensione, oltre a fornire egli stesso prestiti usurari, aveva fatto da tramite per operazioni di vario tipo tra le vittime ed altri rappresentanti della malavita organizzata sottoposti oggi a misura cautelare. Le spregiudicate ed ingiustificate operazioni finanziarie compiute da Giuseppe Ilacqua sono il punto nodale dell'indagine: Ilacqua emetteva assegni di notevole importo sempre a favore di un imprenditore messinese. Gli assegni venivano 'onorati' in diverse soluzioni, fino all'importo di  500 mila euro mensili, come aveva modo di constatare con stupore il direttore della banca cui si deve il merito dello smantellamento dell'organizzazione criminale.

Nella mattinata odierna, sono state inoltre eseguite perquisizioni domiciliari nei confronti degli arrestati ed anche di altri soggetti indagati. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati assegni bancari e documentazione ed appunti contabili, in relazione ai quali sono in corso accertamenti.

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