Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SGARBI PORTA INGROIA IN TRIBUNALE PER L’USO DELLA “RIVOLUZIONE”

Il Partito della Rivoluzione fondato dal critico d’arte presentato lo scorso luglio e registrato con atto notarile. «Determina confusione nell’elettore e imponeun’azione legale per la restituzione del maltolto»
ROMA, 30/12/2012 - Vittorio Sgarbi intraprenderà, attraverso il suo legale Giampaolo Cicconi, un’azione legale contro l’ex Pm di Palermo Antonio Ingroia per avere in sostanza, copiato, la denominazione del Partito della Rivoluzione fondato dal critico d’arte 6 mesi fa.
Spiega Sgarbi: «Inizia male l’ex magistrato italo-guatemalteco: con uno scippo. Rubando spudoratamente la denominazione del suo partito (Rivoluzione Civile) al Partito della Rivoluzione, presentato alla stampa lo scorso 14 luglio e registrato, con apposito notarile, poche settimane dopo a Roma da me e dal responsabile dell’Organizzazione nazionale Sauro Moretti.
Forse Ingroia – osserva Sgarbi - pensa ad una “Rivoluzione” diversa, ma è evidente che determina confusione nell’elettore, imponendo dunque un’azione legale per la restituzione del maltolto»


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