Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

L’UNIVERSITÀ DI MESSINA DISCONOSCE LA RICERCA SULLA “COSTRUZIONE DI PERSONALITÀ FASCISTE” NELLA FOLGORE?

02/01/2013 - "Dopo le proteste della Folgore, l’Università di Messina ritira la ricerca su “autoritarismo e costituzione di personalità fasciste nelle forze armate” firmato dai sociologi Pietro Saitta e Charlie Barnao, apparso sul numero 50 dei Quaderni del Cirsdig, il centro interuniversitario per le ricerche sulla sociologia del diritto, dell’informazione e delle istituzione giuridiche creato nel 1988 dalle Università di Messina e Macerata".

Lo scrive il Corriere dell'Università Job, è in edicola a Milano, Roma e Napoli, facendo riferimento al quotidiano online “Linkiesta.it“ e al diario dell’esperienza come paracadutista di Charlie Barnao, ricercatore a Catanzaro ma con un passato nelle Forze Armate.

"“L’Università di Messina infanga la Folgore – un saggio dipinge la Brigata come una fabbrica di fascisti“, il direttore della collana editoriale ha fatto rimuovere il saggio dal sito ufficiale del Cirsdig", si legge nell'articolo citato.
«Il testo di Barnao e Saitta, è stato pubblicato sul sito a gennaio del 2012, con il n. 50, senza la mia autorizzazione e a mia insaputa dal redattore dr. Pietro Saitta, che gestisce operativamente il sito», scrive il prof. Carzo mentre Saitta nega si sia trattato di una sua iniziativa autonoma e insieme a Barnao spiegano il senso della loro ricerca.

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