
Palermo, 9 marzo 2013 – La Corte dei Conti torna sull’argomento della 'corruzione in politica, fenomeno diffuso'' e in occasione della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario lancia l'allarme, per voce del procuratore regionale Guido Carlino. Stando ai commenti e ai dati del procuratore Carlino la cattiva gestione degli enti locali in Sicilia è una ‘costante’ che… costa alla Regione montagne di denaro pubblico e determina
”gravi situazioni di squilibrio nei conti pubblici, anche per la crescente massa di debiti fuori bilancio da parte della pubblica amministrazione”.
"Il 2012, nel solco della tendenza congiunturale negativa degli ultimi anni, - ha detto il dott. Carlino - è stato caratterizzato da una grave crisi economica e finanziaria, che ha investito l’intera Europa e che ha determinato effetti recessivi , con inevitabili ripercussioni anche sui conti pubblici".
“La Procura – ha detto il procuratore Carlino – è molto impegnata nell’individuazione di danni sottesi ad indebitamento non consentito e nel perseguimento di atti elusivi del patto di stabilità, nonché nell’individuazione di responsabilità soggettive nella determinazione del dissesto finanziario”.
Assunzioni illegittime, inadempienze di vario genere, l’affidamento di consulenze sotto forma di incarichi dirigenziali esterni, sono tra le ‘magagne’ più costose e diffuse nella pubblica amministrazione. La mancanza o l’inadeguatezza dei requisiti professionali da parte dei consulenti esterni è spesso il denominatore comune che caratterizza le nomine in questione, per cui la Corte dei Conti è impegnata a rilevare e sanzionare tali condotte.
Ed ancora il dott. Carlino sull'argomento della corruzione in politica e nella pubblica amministrazione: "Altre disposizioni legislative, adottate nel decorso anno per contrastare la illegalità nella pubblica amministrazione e per ridurre i costi della politica, interessano la funzione requirente contabile. Con la legge 6 novembre 2012, n. 190 sono state finalmente introdotte disposizioni organiche che incidono sull’apparato preventivo e repressivo contro la corruzione; l’intervento normativo ha l’esplicito fine di adempiere agli obblighi derivanti dalla Convenzione ONU contro la corruzione del 31 ottobre 2003 (Convenzione di Merida) e dalla
Convenzione penale sulla corruzione del Consiglio d’Europa del 27 gennaio 1999 (Convenzione di Strasburgo). La nuova normativa individua, con impegno di sistema, modalità che assicura no un a più incisiva azione coordinata nelle attività di controllo, di prevenzione e di
contrasto alla illegalità nella pubblica amministrazione.
La riscossione di entrate e tributi – nella relazione del procuratore Carlino – fa rilevare ingenti danni sia a carico degli agenti che di privati incaricati della riscossione per conto della pubblica amministrazione.
Secondo i conti della… Corte dei conti, lo scorso anno sono state aperte 5.450 istruttorie, a 375 persone sono stati contestati un danno erariale di 114.314.637,97. La Procura ha depositato 105 atti di citazione in giudizio a carico di 200 soggetti e ha ottenuto condanne per 86.595.310,48 milioni di euro.
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INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2013
RELAZIONE DEL PROCURATORE REGIONALE GUIDO CARLINO
Palermo, 9 marzo 2013
Nel 2012 si mette in atto la normativa europea anticorruzione del 2003: nove anni ed un governo tecnico sono stati necessari!!
RispondiEliminaVogliamo solo governi tecnici controllati da un parlamento senza corrotti.