Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

LE MUMMIE DI PIRAINO IN UNA MOSTRA FOTOGRAFICA A BROLO

Se ne è parlato domenica scorsa, 24 marzo, alla sala multimediale durante un convegno studio. Ed emergono testimonianze importanti. Altre sale conserverebbero, anche nella Chiesa di Santa Caterina importanti reperti. La mostra sarà visitabile sino al 30 aprile

28/03/2013 - Un successo quanto organizzato dall’associazione culturale CESAS Onlus di Piraino, diretta da Tiziano Granata, che in questo momento “oscura” e mette in secondo piano tutte le problematiche che hanno condizionato l’ottimizzazione di questo importante convegno che ha raggiunto gli obiettivi prefissatisi.
E cioè quello di puntare l’indice e far accendere i riflettori dell’attenzione, per una maggiore conoscenza e consapevolezza su questo patrimonio culturale, dargli verità storico-scientifiche, far sì che diventi un bene collettivo e testimonianza di un territorio e della sua storia.

Ma anche determinare che questi patrimoni nascosti oltre a beni culturali collettivi sono anche e possono sempre più divenire anche elementi trainanti per i nuovi flussi turistici che puntano sul “culturale” e su vacanze consapevoli.
A patrocinare e cofinanziare l’evento è stato l’Assessorato Regionale ai Beni Culturali della Regione Siciliana Dipartimento dei Beni Culturali e dell'identità siciliana.
La scaletta dei lavori, coordinata da Massimo Scaffidi ha visto gli interventi di Tiziana Granata, responsabile dell'Associazione CESAS Onlus che ha sottolineato la determinazione e l’impegno che, quasi con ostinazione, c’è voluto per ottimizzare al meglio tutti gli interventi propedeutici alla tenuta el convegno, ed ha anche ringraziato quanti hanno collaborato, dai fotografi e dagli amatori che hanno doinato “scatti” datatati che ritraggono le Mummie già dagli anni settanta.
Poi i lavori sono entrati nella fase storico-scientifica.

L’intervento di Mario Sergio Todesco antropologo, direttore del Parco Archeologico dei Nebrodi Occidentali ha visto lo studioso soffermarsi - affascinando tutti con il suo incedere, quasi narrativo - sul perché ed il per come si mummificavano i cadaveri in sicilia e sui Nebrodi, scendendo nei dettagli delle tecniche, facend anche dei parallelismi con altri consuetudini simili in altre parti del mondo e cllegando queste tecniche con l’epopea dei conquistatores spagnoli che le importarono dal mondo incas.
Gianni Giuffrè, giornalista, fotografo ed esperto del settore “cultura” del Comune di Sant’Angelo di Brolo ha centrato il suo intervento, quasi autobiografico, sulla storia della Famiglia Denti, sui resti dei suoi antenati nella Ciesa di Santa Caterina, sui ricordi che oncara conserva e che da bambino lo vedevano “vagare” nei sotterranei delle chiese pirainesi. Giuffrè ha parlato dei primi video girati, alla scoperta delle sale di mummificazione, sotto la Matrice, già negli anni ottanta ed anche lui concorda sulla tesi che esistono altri ambienti dove saranno conservati altri resti umani.

Salvatore Granata responsabile di LegAmbiente ha puntato il suo intervento sulla necessità della salvaguardia dei patrimoni culturali ancora ben custoditi nei piccoli comuni, del loro valore sociale, e storico. Dell’importanza che manifestazioni simili che diventano testimonianza del “fare”.
Roberto Princiotta ricercatore storico e autore del libro “La terra di Piraino” ha voluto rammentare la storia dei ritrovamenti, connetterla con quella del paese, parlando di lasciti e arcipreti, di tombe e sarcofaghi.
Tutti i relatori ono stati concordi che nella cripta della Matrice esistono altre luoghi, oggi chiusi, dove dovrebbero esserci altre mummie e nel contempo hanno sollecitato una nuova stagione di lavori e di studi per recuperare e riportare alla luce questo patrimonio storico.

Pippo Natoli, intervenendo, sia come pirainese che come ex amministratore, ma anche nella qualità di ingegenere, ha puntato l’indice sulla necessità di salvaguardare le chiese piranesi, ma il discorso si è allargato a tutto il patrimonio artistico monumentale nebroideo, anche dai rischi sismici.
I lavori sono stati completati dalla presentazione della mostra fotografica.
Pannelli, curati nei contenuti e nella grafica, che riproducono foto e testi storici, anche con supporti audiovisivi, ed un sito internet, che danno il senso e raccontano la storia di quei sacerdoti, dei luoghi, dei tempi di una Piraino tra il 1600 ed il 1800.
Location del convegno – dicevano - è stata la sala multimediale “Rita Atria” di Brolo, vista la disponibilità ad ospitare i lavori, pervenuta da parte dell’amministrazione brolese per la quale ha porto i saluti ai convegnisti, Antonio Traviglia, consigliere comunale con delega alle manifestaioni.
La mostra è stata curata da Pirluigi Gammeri e Francesco Mstrolembo, il primo sotto il profilo del design l’altro sotto il profilo telematico e “virtuale”.

I pannelli\mostra che caratterizzeranno l'evento, come detto resteranno in visione sino al 30 aprile a Brolo, poi, ha sottolineato Granata, potranno divenire una mostra itinerante, ed è auspicio di tutti i presenti ai lavori (l’ha sottolineato chiaramente il professor Todesco) che ritornino a Piraino, sede nautuale e logica e per la quale erano stati pensati e progettati, ma potrebbero anche – dice sorridendo Granata che nella sua introduzione non ha fatto sconti a nessuno ulle responsabilità pubbliche e private avute in questo contesto - anche rimanere a Brolo ed essere allocati nei locali della stazione ferroviaria dove diventa sempre più consistente e prende piede il progetto di “stazione d’arte”.
Tornando alle Mummie queste sono – come ha detto Granata “il tesoro nascosto, ma poi neanche tanto, e tra i tanti che ha il paese di Piraino. Custodite nei “culaturi” della Chiesa della Matrice, e recentemente salite alla ribalta anche per un ampio spazio televisivo riservato loro dalla trasmissione "Misteri", le Mummie di Piraino sono un pezzo di storia affascinante, sono uno scrigno di “saperi”, una testimonianza di usi, costumi, ordini gerarchici, consuetudini … un patrimonio di tutti”.
Durante i lavori è stato presentato anche sito www.mummiedipiraino.it. Dove si potranno vedere i pannelli ed estrapolare i contenuti storici. Il sito è anche disponibili in lingua inglese e contiene una sezione dedicata alla visione, con i link attivi, dei video e dei servizi televisivi dedicati a questi tesori d’arte.
Già diverse scuole si sono prenotate per vedere, subito dopo le vacanze pasquali, la mostra ( per Info 0941561224 Ufficio Turistico Brolo)






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