Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

STROMBOLI: COSA SUCCEDE DENTRO IL VULCANO DURANTE UN PAROSSISMA?

Roma, 7 marzo 2013 - Una recente pubblicazione scientifica a cura dei vulcanologi Alessandro Bonaccorso, Sonia Calvari, Alan Linde, Selwyn Sacks, ed Enzo Boschi sul vulcano Stromboli mostra proprio cosa succede all’interno del vulcano nelle fasi che precedono, accompagnano e seguono una fase esplosiva parossistica come quella del 15 marzo 2007.
Il lavoro riguarda l'interpretazione dei dati dei dilatometri in pozzo installati a Stromboli nel 2006, che hanno registrato il parossisma di Stromboli del 15 marzo 2007. I ricercatori hanno interpretato questi dati confrontandoli con le immagini delle telecamere fisse gestite dall'Osservatorio Etneo-sezione di Catania, ed hanno trovato che il confronto di questi dati porta ad una nuova e più completa interpretazione dell'evento.

I dilatometri mostrano una fase iniziale della durata di circa 2 minuti durante la quale si registra una continua e graduale crescita della pressione all'interno del condotto. Questo processo era favorito dal fatto che il condotto di alimentazione si presentava inizialmente ostruito a causa di crolli sommitali avvenuti agli inizi di marzo 2007, e che avevano creato un vero e proprio "tappo".

Questa fase è seguita da 25 secondi durante i quali il segnale oscilla in maniera pulsante. Gli scienziati hanno interpretato questa porzione di segnale come pressurizzazione del sistema superficiale, che ha causato le vibrazioni del suolo e quindi anche lo scuotimento della parte alta del condotto, innescando delle frane superficiali di modesto volume, che sono state osservate dalle telecamere fisse, e che hanno accresciuto lo spessore del "tappo".

Quando il tappo che ostruiva i crateri è stato espulso durante la fase iniziale "Vulcaniana" dell'evento, i due dilatometri hanno mostrato un segnale opposto compatibile con la depressurizzazione di una sorgente posta a circa 1,5 km di profondità. La rapida depressurizzazione che ha accompagnato l'esplosione Vulcaniana ha causato l'oscillazione della sorgente che ha così prodotto tre cicli di circa 20 secondi ciascuno e di ampiezza decrescente.

L'effetto visibile di questa oscillazione, rilevata dalle telecamere fisse, è stata la produzione di una colonna eruttiva alta 2-3 km sopra la sommità del vulcano, seguita da due fontane di lava di intensità ed altezze decrescenti. E’ la prima volta che un simile processo viene descritto in un vulcano solitamente a condotto aperto.

Sonia Topazio
(Capo Ufficio Stampa INGV)

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