“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

AIDA AL TEATRO MASSIMO: PROSEGUE L'OMAGGIO A GIUSEPPE VERDI NEL BICENTENARIO DELLA NASCITA

Nuova produzione palermitana con Hui He e Jorge de Leon. Sul podio Stefano Ranzani
Palermo, 10/04/2013 - Il 12 aprile alle ore 20.30 (con repliche fino al 18) debutta al Teatro Massimo un nuovo allestimento di Aida: l'amatissima opera di
Giuseppe Verdi torna in scena a Palermo con la regia di Elisabetta Marini, le scene di Alessandro Camera e i costumi di Carla Ricotti; le luci sono di Roberto Venturi e la coreografia di Michele Merola. Sul podio dell'Orchestra del Massimo Stefano Ranzani, il Coro del Teatro Massimo (implementato da alcuni artisti del Coro del Teatro Bellini di Catania) è diretto da Piero Monti.


Sarà un Egitto fra luci e ombre, in cui – accanto alle celebri scene di insieme – avranno risalto i momenti più intimi e commoventi della vicenda. “Un allestimento”, ricorda la regista Elisabetta Marini, “per il quale con lo scenografo Alessandro Camera ho condiviso la volontà di rappresentare l’opera in maniera non tradizionale, senza sfingi e piramidi, ma piuttosto creando uno spettacolo “ astratto e bellico”. Una grande distesa di sabbia è diventata il nostro simbolico “deserto” in cui le vicende di tre giovani amanti si intrecciano, dando origine ad una grandissima storia d’amore che attraversa le classi sociali, sfidando la guerra ed il potere di cui tutti, in varia misura, saranno vittime. È esattamente il potere assoluto, qui rappresentato dalla presenza incombente dei sacerdoti e dei loro riti, e la violenza della guerra che abbiamo voluto metaforicamente rappresentare attraverso una serie di lame dorate e arrugginite che di volta in volta trafiggono la scena e la delimitano, infilzandosi in essa come una lancia in un corpo, fino all’esito finale in cui il corpo trafitto sarà quello di Radamès, condannato a morte dal consesso dei sacerdoti capeggiati da Ramfis, unico vero detentore di un potere che coinvolge il pubblico ed il privato”.

In Aida, come ricorda Pierluigi Petrobelli in uno dei saggi inseriti nel programma di sala, “Alle ragioni del potere soccomberanno tutti i personaggi dominati da passioni individuali, proprio perché l'affermazione e la realizzazione di queste vanno nella direzione opposta alla ragione di questo. […] Tutto questo groviglio di passioni e di conflitti, questo continuo intrecciarsi di piani individuali e di piani collettivi, di moti irrazionali, violenti e di astuti calcoli politici si dipana con impressionante lucidità, si svolge con un'implacabile logica drammatica che sviluppa sino alle estreme conseguenze le premesse dalle quali scaturisce il dramma. Ed è qui che sta la vera forza della partitura di Aida: nel rapporto perfetto che si instaura tra il materiale musicale impiegato per identificare e definire i personaggi, i loro atteggiamenti, le loro passioni e i loro conflitti da un lato, e la calibratissima dosature dei tempi secondo i quali questo materiale viene esposto, sviluppato, elaborato”.

Aida, storia di una schiava etiope prigioniera del faraone in Egitto messa in musica da Giuseppe Verdi nel 1871 su libretto di Antonio Ghislanzoni, è una delle partiture più note, amate e rappresentate dell'intero repertorio. Costata 150.000 franchi (versati sul conto di Verdi presso la banca Rothschild di Parigi), Aida dopo alcuni rinvii debuttò al Cairo, per l'inaugurazione del nuovo Teatro dell'Opera, il 24 dicembre 1871, giungendo poi in Italia, alla Scala, nel febbraio del 1872. La prima a Palermo, sul palcoscenico del Politeama Garibaldi, è datata invece 27 marzo 1881; fino a oggi si sono succedute ben 37 edizioni.

Per questa nuova edizione dell'opera in scena al Teatro Massimo nell'ambito delle celebrazioni per il per il bicentenario della nascita di Verdi, il cast vocale è composto da celebri interpreti, assai noti al pubblico. Protagonista femminile nel ruolo del titolo è Hui He, soprano di fama internazionale fra le più apprezzate interpreti dell'eroina verdiana; al suo fianco quale Radamès il tenore Jorge de Leon che il pubblico ricorderà per l'intensa Carmœen del 20011, quindi Marianne Cornetti (Amneris) e Alberto Mastromarino (Amonasro), Alexei Tanovitski (Ramfis), e Gianluca Breda (Il Re). Nelle recite del 13 e del 17, nei ruoli di Aida, Radamès, Amneris e Ramfis si alterneranno nell'ordine: Mary Elisabeth Williams, Lorenzo De Caro, Katarina Giotas e Ramaz Chikviladze.

Costo dei biglietti: da euro 15 a euro 125, in vendita presso il botteghino del Teatro (aperto da martedì a domenica ore 9.30 - 17, tel. 0916053580 / fax 0916053391 / biglietteria@teatromassimo.it), sul sito www.teatromassimo.it o nelle prevendite autorizzate in tutta Italia del circuito Amit-Vivaticket. Informazioni e prevendita 800 907080 (tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 17). Teatro Massimo – piazza Verdi 1 – 90138 Palermo

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