Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

VITTORIO VIVIANI CANTA CANZONI CELEBRI A MODO SUO, "SONG O NOT SONG" ALLA LAUDAMO

Dal 12 al 14 aprile. In scena anche il pianista Andrea Bianchi. Un "pastiche" linguistico tra l'inglese e il napoletano, tra ironia e sarcasmo

Messina, 09/04/2013 - Il pubblico messinese lo conosce bene perché al Vittorio Emanuele lo ha applaudito più volte insieme con Ottavia Piccolo in spettacoli come "L'arte del dubbio" o "La commedia di Candido". Questa volta Vittorio Viviani arriva da solo e approda sul palcoscenico della Sala Laudamo (dal 12 al 14 aprile) con il suo spettacolo "Song o not song", per il cartellone "Paradosso sull'Autore". In scena con lui il pianista Andrea Bianchi.

Si tratta di una spettacolo di teatro-canzone (Viviani ne ha realizzato anche un cd) che ha quale sottotitolo "Serie di miserie semiserie". Perché l'attore napoletano reinventa canzoni famose fino a farle diventare altro. Così “My way” diventa “Guaje mieje” ed è la storia di un disoccupato, “La Bohème”, “Lav’’o vetro”, “La vie en rose” “Marì,'un ècosa” e parla di fecondazione artificiale, “Et maintenant" "Ammuntunà" e parla di zingari. E così via.
"Song o not song", insomma, è un pastiche linguistico fra l’inglese e il napoletano: da “Essere o non essere” alle canzoni.
Vittorio Viviani è acuto osservatore della realtà sociale e politica; ne fa oggetto d’ironia e sarcasmo raccontando i drammatici eventi della vita quotidiana con amarezza tragicomica.
E forti e sentite sono le influenze di Bertolt Brecht e Raffaele Viviani.
Viviani canta e recita il nostro mondo tenendo gli occhi bassi, narrando una popolazione di dolenti: immigrati, zingari, operai, disoccupati, donne emarginate…. Mondi emarginati, inguaiati. Un impegno civile trattato con mano lieve e ironica. E concetti duri. Tenendo presente il principio di Voltaire (personaggio che Viviani interpretava nella "Commedia di Candido"): «Non c’è miglior modo di pensare che farlo ridendo».
Appunto, un divertente “pessimismo comico” dove si ride “sul serio”: meglio ridere pensando che pensare a ridere.
Un cantante-attore vestito di nero, un pianista al pianoforte. «Un volontario riferimento dice Viviani - a Yves Montand. E all’esistenzialismo. Però, a modo mio: il sopravvivenzialismo!».

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