Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

FONDAZIONE PER MESSINA: SEMINARIO CON I CANDIDATI SINDACO SUL “CAMBIAMENTO NECESSARIO”

Alla città e al dialogo con i candidati alle prossime elezioni amministrative sui programmi per il cambiamento, la Fondazione di Comunità di Messina dedica l’appuntamento pubblico di martedì 14 maggio 2013, dalle ore 17.30 alle 20 nell’aula multimediale dell’Istituto Savio

Messina, 13/05/2013 - La Fondazione per Messina: seminario con i candidati sindaco è il titolo dell’iniziativa alla quale parteciperanno con i propri interventi Renato Accorinti (Renato Accorinti Sindaco), Felice Calabrò (coalizione di centro-sinistra), Vincenzo Garofalo (Pdl, Fratelli d’Italia, La Destra), (Autonomisti per Messina), Maria Cristina Saija (Movimento 5 Stelle), Gianfranco Scoglio (Nuova Alleanza), Alessandro Tinaglia (Reset) e Angelo Villari (Cambiamo tutto - Villari Sindaco).

Messina è una città caratterizzata da estrema sperequazione nella distribuzione della ricchezza, da forte degrado urbano, sociale, culturale, in cui è strutturale la presenza dell'economia criminale. Una città in cui il cambiamento necessario può nascere solo da azioni di sistema.

I candidati saranno invitati ad un intervento che illustri il cuore della propria strategia per lo sviluppo economico, culturale e sociale di Messina. I lavori si terranno dalle ore 17.30 alle ore 20 nell’aula multimediale dell’Istituto Savio, saranno introdotti da Nando Centorrino, presidente del Consiglio della Fondazione di Comunità di Messina, e registreranno “un contributo di idee” di Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina. In particolare, l’intervento di Gaetano Giunta sarà focalizzato sul tipo di modello economico necessario per avviare un reale cambiamento in città e sulle forme con cui l’ente locale può promuovere e sostenere questo modello economico. Condurranno Salvatore Rizzo, presidente Consorzio Sol.E, e Giuseppe D’Avella, iTAM Comunicazione.

Le Fondazioni di Comunità nascono per praticare un modello di sviluppo del territorio in cui crescita, cultura e welfare (inteso come servizi e attenzione alle persone in difficoltà) si tengono insieme mettendo a sistema chi lavora e vive nella medesima comunità. Un percorso in cui la tutela delle fasce deboli della società non è una conseguenza del solidarismo compassionevole o dello sforzo di policy di una società affaticata, ma è qualcosa che produce ricchezza, sviluppo e libertà. Rendendo più forte la democrazia. La Fondazione di Comunità di Messina nasce nel 2010 grazie al sostegno della Fondazione Con il Sud. Nel panorama delle Fondazioni di Comunità, la Fondazione di Comunità di Messina assume un ruolo emblematico, riconosciuto anche dall’Ocse, dall’Unops e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che l’hanno individuata come uno dei più interessanti casi mondiali di sperimentazione di modelli di welfare e sviluppo locale. Subito dopo la sua costituzione la Fondazione ha realizzato un parco diffuso di energie rinnovabili, il cui rendimento netto (insieme alle raccolte fondi attuate ogni anno) permette di auto-finanziare sul lungo periodo iniziative sociali, culturali, di economia solidale, di democrazia partecipativa, di ricerca e sviluppo, di alta formazione e di finanza etica.

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