Secondo le rilevazioni di Fipe-Confcommercio la crisi svuota il carrello della spesa ma agli italiani non rinunciano ad andare al ristorante: speso +0,6%, formaggi e uova (-10,3%), pesce (-10,4%) e carne (-8,4%). L’Italia rimane l'unico Paese, assieme alla Germania (+3,2%), che tra il 2007 e il 2011 continua a mangiare fuori casa. Avrà ragione Silvio Berlusconi o c’è qualcosa che non va nella rilevazione? Intanto il sindaco di New York, Bloomberg, suggerisce agli studenti ‘fragili’ di fare l’idraulico
Palermo, 20/05/2013 – Il sindaco milionario di New York Michael Bloomberg suggerisce altre strade agli studenti che non riescono ad eccellere negli studi universitari e suggerisce loro di dedicarsi al mestiere di idraulico, più redditizio e adatto. Bloomberg, creatore di un impero da 27 miliardi di dollari ritiene che "fare l'idraulico potrebbe essere un affare migliore che andare ad Harvard" per le persone di medie capacità. Un idraulico, ha detto Bloomberg comincia la sua carriera con meno debiti e un salario più alto di chi è appena uscito dall'università.
Fa rilevare il Movimento Indipendente cone, secondo le rilevazioni di Fipe-Confcommercio, in un'indagine presentata a Tuttofood, la crisi incide negativamente sul carrello della spesa, che risulta sempre più vuoto, ma agli italiani non rinunciano ad andare al ristorante: dal 2007 al 2012 le famiglie italiane hanno tagliato l'acquisto di alimentari del 9,6%, ma speso +0,6% a nei ristoranti. Tra i tagli registrati: latte, formaggi e uova (-10,3%), pesce (-10,4%) e carne (-8,4%).
La crisi - sottolinea Fipe - ha ridisegnato la composizione del paniere familiare, con l'aumento di pane e cereali ma rimane l'unico Paese, assieme alla Germania (+3,2%), che tra il 2007 e il 2011 continua a mangiare fuori casa.
Il Movimento Indipendente fa presente che nelle pizzerie italiane – intanto – emerge il bisogno di circa 6mila pizzaioli qualificati che, nonostante la crisi e la disoccupazione, si fa fatica a trovare, come risulta da un report del centro studi Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio, presentato al "Pizza World Show" alla Fiera di Parma.
Nelle pizzerie, la forza lavoro complessiva conta 240mila occupati per le 50mila pizzerie operanti in Italia, di cui la metà a taglio, con un fatturato di circa 9 miliardi di euro. La difficoltà a trovare personale esperto induce i gestori a reclutare personale non qualificato da formare. L'80% del fabbisogno di pizzaioli specialisti riguarda le piccole imprese ed oltre un’assunzione su due tra quelle non stagionali è a tempo indeterminato.
Il Movimento Indipendente sottolinea come per l’allora premier Silvio Berlusconi i ristoranti in Italia fossero "pieni malgrado la crisi" (che forse, secondo lui nemmeno c’era) o quantomeno gli italiani “non la sentono in modo spasmodico come nelle rappresentazioni dei giornali” (G20 di Cannes del novembre 2011).
Secondo i dati della Confcommercio - tuttavia - nel 2011 in Italia hanno chiuso l’attività quasi 9 mila ristoranti.
”Il numero delle cessazioni e’ stato elevato in tutte le componenti del settore, ma è nei servizi di ristorazione – si legge nello studio – che ha raggiunto valori preoccupanti, rappresentando oltre il 67% del totale delle cancellazioni dell’aggregato”, ovvero 8.857 su 13.199”, conclude la nota del Movimento Indipendente.
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