“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

POVERTA': LA SICILIA LA REGIONE PIU' POVERA (+2.3%), 547MILA LE FAMIGLIE CON REDDITO MINIMO

Palermo, 20/05/2013 - Pubblicato il terzo numero del 2013 del notiziario Statistica on line recante uno studio del Servizio statistico regionale per la Sicilia dal titolo: "La povertà e le misure di reddito minimo". Le famiglie in povertà relativa sono in Sicilia oltre 547 mila, pari ad una incidenza del 27,3 per cento. Questo dato risulta il peggiore tra tutte le regioni italiane, seguito a più di un punto
percentuale dalla penultima, la Calabria e distante 23,1 punti percentuali dalla regione con minore incidenza, la Lombardia (4,2%). Rispetto al 2010 le famiglie relativamente povere crescono in Sicilia del 2,3%, una dinamica superiore rispetto a quella media nazionale (1,8%).

Considerando la dimensione familiare nel 2011 la quota di persone al di sotto della soglia di povertà relativa è in Sicilia il 32,2% dei residenti, anche in questo caso la peggiore performance a livello regionale, quasi due volte e mezzo la quota media nazionale (13,6%) e quasi 6 volte e mezzo la quota della Lombardia (5,0%).
Riducendo l’analisi alle persone in età lavorativa (18-64 anni) la percentuale si comprime leggermente ma lo scarto tra la situazione regionale (30,9%), la media Italia (12,7%) e la regione meno povera (la Lombardia con il 4,2% dei residenti sotto la soglia) rimangono
amplissime.

Nel 2011, ultimo anno disponibile, le famiglie assolutamente povere vengono stimate in 640 mila nel Mezzogiorno, il 49,3% delle famiglie assolutamente povere d’Italia (1.297 mila). Le famiglie in povertà assolutasommano, sempre nel Mezzogiorno, al l’8% delle famiglie residenti
nella ripartizione, un dato in crescita rispetto all’anno precedente (+1,3 punti percentuali) e doppio rispetto all’incidenza delle altre
ripartizioni. La crescita risulta inoltre maggiore di quella rilevata a livello nazionale (+0,6 punti percentuali) evidenziando una minor resistenza alla crisi avviatasi nel 2008.

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