Mimmo Mòllica, portavoce del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia esprime solidarietà ad Antonio Presti per il gran rifiuto della ‘tabella H’. “Sembra che da parte dei politici stia diventando una moda applaudirsi da soli per le proprie magagne, al cospetto dell’opinione pubblica o del Presidente della Repubblica: applausi sprezzanti del ridicolo”
Messina, 08/05/2013 – “La decisione di non candidarsi alla carica di sindaco di Messina da parte di Antonio Presti è stata ampiamente commentata con il mecenate di Tusa e da me non condivisa, assieme al Movimento” – fa presente in una nota Mimmo Mòllica, portavoce del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia. “E’ stata tuttavia l’occasione per prendere atto in forma definitiva della coerenza che caratterizza Presti e i suoi comportamenti. Antonio Presti si trova oggi a rifiutare il contributo che i ‘nottambuli della tabella H all’ARS’ avevano maliziosamente ‘apparecchiato’ per la Fondazione Fiumara d’Arte e per le iniziative di Presti che, certamente, fanno onore alla Sicilia, alla cultura e all’arte”.
“Basti ricordare - ribadisce Mimmo Mòllica - che Antonio Presti nel 1986 strappò all’incuria e allo scempio paesaggistico, ambientale e sanitario la prima opera della Fiumara d’Arte, quella di Pietro Consagra, ‘La materia poteva non esserci’ e venne denunciato per abusivismo edilizio, mentre ieri l’Assessorato regionale al Territorio, nel corso dell’audizione alla commissione Ambiente, denunciava l’esistenza di 770.000 istanze di sanatoria, di cui 52.000 per strutture edificate entro i 150 metri dalla costa, in Sicilia”. “Non è da escludere che ci vorrà una montagna di denaro pubblico per indennizzare gli abusivi e pagare tecnici, burocrazia e danni conseguenti all’abusivismo”.
“Tornando alla tabella H e al gran rifiuto di Antonio Presti, - continua Mimmo Mòllica - c’è chi, come l’on. Michele Cimino, con orgoglio la difende dicendo: “Rispetto alle farneticanti e demagogiche dichiarazioni sulla Tabella H - afferma Cimino - con orgoglio la difendo e ribadisco che la bocciatura svuoterebbe di significato le vigenti leggi regionali istitutive dei finanziamenti, costringerebbe enti storici e prestigiosi a cancellare l’intera programmazione, a licenziare il personale ed a chiudere i battenti”. E c’è chi, come l’on. Giuseppe Picciolo, dichiara: “storture e schifezze fatte con la tabella H sono sotto gli occhi di tutti. Per queste ragioni condividiamo la scelta del mecenate Antonio Presti di rinunciare al contributo assegnato alla sua Fiumara d'Arte”, dice ancora Mòllica.
“Sembra stia diventando una moda quella di applaudirsi freneticamente (da soli), per le proprie stesse magagne, al cospetto dell’opinione pubblica o del Presidente della Repubblica, mentre Napolitano svolgeva la sua dura reprimenda nei confronti dei politici e dei partiti: applausi scroscianti, sprezzanti del ridicolo”, argomenta Mimmo Mòllica, portavoce del Mis.
“Qua come là, per i politici sembra essere diventata una prassi, spellarsi le mani di fronte alla propria “irresponsabilità”, a “calcoli di convenienza, alle “esitazioni” , “ai tatticismi” e “alla sordità” degli ultimi 50 anni”.
“Ad Antonio Presti va la solidarietà del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia, del presidente Salvo Musumeci, dei responsabili nazionali e locali. “Il comportamento di Presti è il solo che va applaudito in questa scandalosa vicenda. Sarà solo una boutade ma mai una lettera dell’alfabeto, la ‘H’, era apparsa tanto insidiosa, tanto da volerla prevenire per legge, come l’HIV. Perché prevenire è meglio che curare”.
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