Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

“TRISTEZA”, DAI LABORATORI DEL PARCO UN KIT DIAGNOSTICO PER LA TUTELA DEGLI AGRUMI

Un chip di 2 cm per confrontare il ceppo presente nella pianta con i genomi del virus sequenziati
PALERMO, 16 maggio 2013 - Il panorama varietale dell’agrumicoltura siciliana è in continua evoluzione, grazie ai numerosi investimenti, alla ricerca per il miglioramento genetico e all’uso delle moderne tecnologie.
A fronte di uno scenario ricco di potenzialità esistono fattori limitanti come la “tristeza” degli agrumi, che da oltre un decennio affligge il nostro Paese: una soluzione arriva proprio dai laboratori del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, illustrata dal prof. Antonino Catara del Pst Sicilia, in occasione della riunione dell’Accademia dei Georgofili - sezione Sud Ovest - sul tema dell’innovazione in agrumicoltura, ospitata nella Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo.

«Se la recente introduzione dell’afide Toxoptera citricidus in alcune aree del Portogallo e della Spagna accresce la preoccupazione degli agrumicoltori per la particolare efficienza nella trasmissione di tutti i ceppi – ha affermato Catara - sono motivo di conforto e di soddisfazione le nuove tecnologie diagnostiche messe a punto da Alessandro Lombardo e Grazia Licciardello nei laboratori del Parco. In particolare appare rivoluzionario lo sviluppo di un kit diagnostico che in un chip di soli 2 centimetri consente di confrontare il ceppo presente nella pianta con tutti i genomi del virus sequenziati nel mondo (circa 40). Il tutto in tre ore, a fronte dei sei mesi necessari con il saggio su piante indicatrici. Il kit – ha concluso Catara - nasce da una collaborazione fra ST Microelectronics e Pst Sicilia, che ha definito l’impianto sperimentale, nell’ambito di progetti di ricerca di cui il Parco è capofila».

Innovazione e ricerca, ancora una volta si incontrano nei laboratori del Parco scientifico e tecnologico presieduto da Marco Romano, sperimentando con impegno e professionalità una tecnologia di frontiera, utilizzata per la prima volta in patologia vegetale, che grazie alla collaborazione con altri centri di ricerca - fra cui l’Università di Catania - potrà essere applicata anche per il riconoscimento dei batteri responsabili del greening degli agrumi e di patogeni simili che attaccano patata, carota, ginestra, pero e altre piante.

All’incontro, erano presenti tre generazioni di ricercatori, rappresentanti dell’assessorato regionale delle Risorse Agrarie e Alimentari e studenti, «con l’obiettivo - ha spiegato il presidente dell’Accademia Giulio Crescimanno - di fare il punto sui risultati maturi della ricerca in agrumicoltura, alla luce del Congresso Internazionale di Agrumicoltura tenutosi a Valencia nel novembre scorso, dei progetti in corso in Sicilia e delle problematiche che attraversano il settore». Tra i relatori anche Alessandra Gentile e Alberto Continella dell’Università di Catania, e Maria Antonietta Germanà, dell’Università di Palermo.

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