Sara Campanella: giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo della studentessa vittima di femminicidio a Messina

Giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio a Messina. Il corteo si muoverà fino a Piazza dell'Unione Europea, sede del Municipio.  Per la sua uccisione è stato individuato, quale soggetto fortemente sospettato, Stefano ARGENTINO, 27enne, di Noto (SR), anche lui studente nella stessa facoltà della giovane, rintracciato con il supporto dei Carabinieri di Siracusa. Messina, 1 apr. 2025 - Giovedì 3 aprile 2025, alle ore 19.30 con partenza prevista dal Cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti, prenderà avvio una fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio. L'iniziativa, organizzata dall'Ateneo peloritano unitamente a tutte le Associazioni studentesche ed in collaborazione con il Comune di Messina, coinvolgerà la Comunità accademica ed è aper...

ACCORINTI: “APRIAMO LA MENTE E IL CUORE”, LETTERA APERTA DI PADRE CARLO OLIVIERI, PRETE DELLE PERIFERIE MESSINESI

“Apriamo la mente e il cuore”: lettera aperta di Padre Carlo Olivieri, prete delle periferie messinesi, a sostegno di Renato Accorinti
Messina, 15/06/2013 - “Accorinti potrà dare voce al grido delle periferie, ai più deboli e piccoli, alle persone dimenticate, per la rinascita di Messina. Si tratta di un’occasione storica. Possiamo riappropriarci del territorio e tuffarci
appassionatamente in questa avventura eccezionale, unica e irripetibile che la storia ci propone: un piccolo segno per fare esplodere una nuova Primavera messinese”.

Preciso subito che questo mio intervento è assolutamente personale, da cittadino, e non coinvolge né le istituzioni della Chiesa, né il Ministero affidatomi, né le comunità parrocchiali.
Scrivo da un angolo da anni “dimenticato” della nostra città: Rodia, San Saba e Piano Torre. Un territorio ancora vivo tra cielo azzurro e mare cristallino, tra isole Eolie e colline verdi. I villeggianti vengono in estate per respirare e immergersi nelle acque ancora pulite; gli amministratori solo in tempo di elezioni. Per il resto dell’anno, un ambiente trascurato e lasciato a se stesso.

Sono nato in via Camiciotti n. 89, a Messina, il 25 settembre 1952, e cresciuto in una città pulita, elegante, ordinata, laboriosa e ricca di iniziative. L’ho vista lentamente perdersi in mille rivoli di promesse tradite e sogni spezzati, degenerando in un grosso agglomerato di degrado materiale e morale. Ho cercato di collaborare alla vita della città prima lavorando, come laico, nel quartiere di Camaro San Paolo (1970 – 1973) e poi nella Case Albergo di Villaggio Matteotti (1974 – 1979), chiamato dal Vescovo Monsignor Fasola: organizzai con amici volontari un Oratorio e Centro sociale, con doposcuola, attività di prevenzione e promozione umana.

Nella mia famiglia c’è sangue di antica e autentica “politica”: mio nonno Vincenzo Olivieri fu Sindaco nel ’48 a Nizza di Sicilia; l’altro nonno, l’onorevole Attilio Salvatore, discepolo e amico di Don Sturzo, fondatore in Sicilia del Partito Popolare e della Dc, eletto nel ‘48 nella Costituente, deputato nazionale e redattore dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, fu un protagonista della ricostruzione della città, prima con l’onorevole Micheli nel post-terremoto e poi nel dopoguerra. Anch’io mi sono presentato alle elezioni comunali, nel 1975, come indipendente nella lista della Democrazia Cristiana, ottenendo 3075 preferenze, proprio per portare avanti le esigenze dei quartieri di periferia. Il 4 dicembre 1982 sono stato ordinato presbitero da Monsignor Cannavò, continuando a seguire i più poveri e deboli, i malati, i bambini, i giovani e le famiglie bisognose nelle parrocchie a me affidate: Spartà, Bisconte, Scala Ritiro, San Filippo Inferiore, Itala, oltre che nell’Unitalsi, nel Club Arietta, a sostegno dei disabili, e negli Scout di Messina.
Ecco perché intervengo in questo momento storico della città. I messinesi, per la prima volta, possono e devono scegliere tra “Davide e Golia”.

Al di là delle idee politiche o partitiche, avendo sempre preso in varie occasioni le parti dei più deboli, e per questo avendo pagato di persona, desidero “espormi” in favore di Renato Accorinti. Non si tratta di un ballottaggio tra due partiti, ma fra due filosofie e due modi diversi di leggere la realtà cittadina: da una parte le logiche di potere, i mezzi materiali, l’organizzazione partitica; dall’altra parte un “piccolo” uomo idealista, ma concreto, che richiama dei valori di base semplici: autenticità, essenzialità, aiuto agli ultimi e ai deboli, solidarietà, attenzione alla vita quotidiana degli emarginati.

Certo, Renato Accorinti non potrà dare finanziamenti a chiese, musei e fondazioni, ma sta risvegliando nel cuore della città “qualcosa e qualcuno” che è in tutti noi: la voglia di rinascere, di riappropriarsi del proprio territorio, di rinnovarlo con fantasia e impegno personale. Il mio non è un giudizio sul candidato Felice Calabrò, che sicuramente è un’ottima persona, con una buona esperienza e una sicura, valida carriera politica futura. Certamente, se dovesse vincere, Calabrò cercherà di migliorare la qualità della vita della nostra città, ma purtroppo sarà soggetto ai condizionamenti di un apparato radicato e molto pesante. Devo anche precisare che questo mio sostegno alla candidatura di Accorinti non è in contraddizione con l’augurio, da parte mia, che il neo eletto consigliere comunale Francesco Pagano, un mio amico che opera nelle zone in cui svolgo il mio impegno sacerdotale, possa svolgere un ottimo lavoro in Consiglio, dopo aver dato un valido contributo nell’ambito del Quartiere.

Tuttavia, ritengo che adesso vadano premiate la maggiore libertà, la forza partecipativa e in assoluto la novità espresse da Accorinti e dal movimento trasversale che lo sostiene. Mentre chiese e quartieri di lusso hanno avuto, e avranno, sempre finanziamenti e aiuti dall’alto, le parrocchie e le zone di periferie, con una sola stella (quella di Betlemme), non hanno neanche le “briciole” e non vengono spesso prese in considerazione nei progetti degli amministratori.

Credo che Renato Accorinti, invece, potrà dare voce al grido delle periferie, ai più deboli e piccoli. Ascolterà le persone dimenticate, lasciando la scrivania del potere e camminando tra la gente e con la gente. Di questo abbiamo tutti bisogno: di un uomo semplice e coerente che rappresenti e dia voce a quelli che finora non l’hanno avuta, a qualsiasi classe o gruppo appartengano.
Venticinque anni fa, come responsabile diocesano della Pastorale giovanile, realizzai l’incontro dei giovani messinesi con Giovanni Paolo II a Cristo Re, a Messina, con lo slogan: “Giovane del Duemila alzati e cammina”. Le stesse parole le rivolgo ai tanti amici, ai conoscenti e ai miei concittadini: apriamo la mente e il cuore, svegliamoci, alziamoci e tuffiamoci appassionatamente in questa avventura eccezionale, unica e irripetibile che la storia ci propone: un piccolo segno per fare esplodere una nuova Primavera messinese! Che il vento di vita e di gioia donatoci dal Papa la sera dell’11 giugno 1988, riproposto oggi al mondo intero da Papa Francesco, possa mettere al centro della politica della nostra città l’amore e la fraternità, la pace e la collaborazione fra persone e culture differenti. Il giallo del sole, che illumina il porto e la Madonnina, e il rosso del sangue di chi ha ricostruito tante volte la città possano essere il simbolo di una nuova frontiera. Messina merita di più…

Vi ringrazio per l’attenzione,
Padre Carlo Olivieri

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