“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

ESAMI DI STATO: LE TRACCE DELLA PRIMA PROVA SCRITTA

19/06/2013 - Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte. TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO Claudio Magris, dalla Prefazione di L’infinito viaggiare, Mondadori, Milano 2005.
Non c’è viaggio senza che si attraversino frontiere

– politiche, linguistiche, sociali, culturali, psi
cologiche, anche quelle
invisibili che separano un quartiere da un altro ne
lla stessa città, quelle tra le persone, quelle tor
tuose che nei nostri inferi
sbarrano la strada a noi stessi. Oltrepassare front
iere; anche amarle – in quanto definiscono una real
tà, un’individualità, le
danno forma, salvandola così dall’indistinto – ma s
enza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sac
rifici di sangue.
Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un
corpo umano, e perciò degne di essere amate; morta
li, nel senso di
soggette alla morte, come i viaggiatori, non occasi
one e causa di morte, come lo sono state e lo sono
tante volte.
Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall’altra
parte della frontiera, ma anche scoprire di essere
sempre pure dall’altra
parte. In
Verde acqua
Marisa Madieri, ripercorrendo la storia dell’esodo
degli italiani da Fiume dopo la Seconda guerra
mondiale, nel momento della riscossa slava che li c
ostringe ad andarsene, scopre le origini in parte a
nche slave della sua
famiglia in quel momento vessata dagli slavi in qua
nto italiana, scopre cioè di appartenere anche a qu
el mondo da cui si
sentiva minacciata, che è, almeno parzialmente, pur
e il suo.
Quando ero un bambino e andavo a passeggiare sul Ca
rso, a Trieste, la frontiera che vedevo, vicinissim
a, era invalicabile,
– almeno sino alla rottura fra Tito e Stalin e alla
normalizzazione dei rapporti fra Italia e Jugoslav
ia – perché era la
Cortina di Ferro, che divideva il mondo in due. Die
tro quella frontiera c’erano insieme l’ignoto e il
noto. L’ignoto, perché
là cominciava l’inaccessibile, sconosciuto, minacci
oso impero di Stalin, il mondo dell’Est, così spess
o ignorato, temuto e
disprezzato. Il noto, perché quelle terre, annesse
dalla Jugoslavia alla fine della guerra, avevano fa
tto parte dell’Italia; ci
ero stato più volte, erano un elemento della mia es
istenza. Una stessa realtà era insieme misteriosa e
familiare; quando ci
sono tornato per la prima volta, è stato contempora
neamente un viaggio nel noto e nell’ignoto. Ogni vi
aggio implica, più
o meno, una consimile esperienza: qualcuno o qualco
sa che sembrava vicino e ben conosciuto si rivela s
traniero e
indecifrabile, oppure un individuo, un paesaggio, u
na cultura che ritenevamo diversi e alieni si mostr
ano affini e parenti.
Alle genti di una riva quelle della riva opposta se
mbrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiu
dizi nei confronti di
chi vive sull’altra sponda. Ma se ci si mette a gir
are su e giù per un ponte, mescolandosi alle person
e che vi transitano e
andando da una riva all’altra fino a non sapere più
bene da quale parte o in quale paese si sia, si ri
trova la benevolenza
per se stessi e il piacere del mondo.
Claudio Magris
è nato a Trieste nel 1939. Saggista, studioso dell
a cultura mitteleuropea e della letteratura del
“mito asburgico”, è anche autore di testi narrativi
e teatrali.
1.
Comprensione del testo
Dopo un’attenta lettura, riassumi il contenuto del
testo.
2.
Analisi del testo
2.1.
Soffermati sugli aspetti formali (lingua, lessico,
ecc.) del testo.
2.2.
Soffermati sull’idea di frontiera espressa nel test
o.
2.3.
Soffermati sull’idea di viaggio espressa nel testo.
2.4.
Spiega l’espressione “si ritrova la benevolenza per
se stessi e il piacere del mondo”.
2.5.
Esponi le tue osservazioni in un commento personale
di sufficiente ampiezza.
3.
Interpretazione complessiva e approfondimenti
Proponi una interpretazione complessiva del testo p
roposto, facendo riferimento ad altri testi di Magr
is e/o di
altri autori del Novecento. Puoi fare riferimento a
nche a tue esperienze personali.
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Sessione ordinaria 2013
Prima prova scritta
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della
Ricerca
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI U
N “ARTICOLO DI GIORNALE”
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai qua
ttro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio b
reve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in
tutto o in
parte, e nei modi che ritieni opportuni, i document
i e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la
tua trattazione, anche con opportuni riferimenti al
le tue
conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, s
uddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», ind
ica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale s
ul quale pensi
che l’articolo debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cin
que colonne di metà di foglio protocollo.

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Le prove scritte dell'esame di Stato 2012 - 2013


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