“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

GAYPRIDE PALERMO: “TRA I PATROCINATORI L’AMBASCIATA USA, CHE INTENDE INSTALLARE IL MUOS A NISCEMI”

"Come se in terra di Sicilia non ce ne fossero già abbastanza e che detiene nelle sue carceri, ingiustamente, da quasi quindici anni, quattro cubani…"
Palermo, 12 giugno 2013 - Il Circolo Ernesto “Che” Guevara di Palermo dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba aderisce al Pride di Palermo che ha carattere nazionale, ma esprime disappunto per avere scoperto tra i patrocinatori dell’evento l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America. Il rappresentante diplomatico più alto di una potenza che intende installare a Niscemi altre antenne di operatività militare, come se in terra di Sicilia non ce ne fossero già abbastanza e che detiene nelle sue carceri, ingiustamente, da quasi quindici anni, quattro cubani che si erano infiltrati nelle organizzazioni terroristiche operanti a Miami dirette ad abbattere il socialismo a Cuba.
Organizzazioni terroristiche che a Cuba hanno la responsabilità di avere causato, in numerosi attentati, la morte di oltre tremila persone tra cui l’italiano Fabio Di Celmo il cui padre da anni inutilmente invoca giustizia. Invano si chiede al Presidente Obama un atto di clemenza che restituisca alle proprie famiglie i quattro detenuti sottoposti, tra l’altro, al carcere duro.
Comprendiamo le ragioni e le difficoltà degli organizzatori di rifiutare un simile appoggio, ma la politica di potenza degli USA con le conseguenti guerre getta un’ombra sul pride, una manifestazione che vuole imporre all’attenzione dell’opinione pubblica la voglia di riscatto e di liberazione di milioni di persone che anelano a una piena cittadinanza e al rispetto di tutti gli orientamenti sessuali.

Giacomo Cirincione




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