Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

GAYPRIDE PALERMO: “TRA I PATROCINATORI L’AMBASCIATA USA, CHE INTENDE INSTALLARE IL MUOS A NISCEMI”

"Come se in terra di Sicilia non ce ne fossero già abbastanza e che detiene nelle sue carceri, ingiustamente, da quasi quindici anni, quattro cubani…"
Palermo, 12 giugno 2013 - Il Circolo Ernesto “Che” Guevara di Palermo dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba aderisce al Pride di Palermo che ha carattere nazionale, ma esprime disappunto per avere scoperto tra i patrocinatori dell’evento l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America. Il rappresentante diplomatico più alto di una potenza che intende installare a Niscemi altre antenne di operatività militare, come se in terra di Sicilia non ce ne fossero già abbastanza e che detiene nelle sue carceri, ingiustamente, da quasi quindici anni, quattro cubani che si erano infiltrati nelle organizzazioni terroristiche operanti a Miami dirette ad abbattere il socialismo a Cuba.
Organizzazioni terroristiche che a Cuba hanno la responsabilità di avere causato, in numerosi attentati, la morte di oltre tremila persone tra cui l’italiano Fabio Di Celmo il cui padre da anni inutilmente invoca giustizia. Invano si chiede al Presidente Obama un atto di clemenza che restituisca alle proprie famiglie i quattro detenuti sottoposti, tra l’altro, al carcere duro.
Comprendiamo le ragioni e le difficoltà degli organizzatori di rifiutare un simile appoggio, ma la politica di potenza degli USA con le conseguenti guerre getta un’ombra sul pride, una manifestazione che vuole imporre all’attenzione dell’opinione pubblica la voglia di riscatto e di liberazione di milioni di persone che anelano a una piena cittadinanza e al rispetto di tutti gli orientamenti sessuali.

Giacomo Cirincione




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