Accesso a Medicina, il Tour dei Diritti arriva in Sicilia: tappe a Catania e Palermo, ''illegittimità e anomalie'' del semestre filtro

  Accesso a Medicina, il Tour dei Diritti arriva in Sicilia: tappe a Catania e Palermo. Il Comitato Medicina Senza Filtri porta il dossier con tutte le ''illegittimità e anomalie'' del semestre filtro 15/01/2026 - “L’accesso a Medicina non può essere una lotteria né una selezione a geometria variabile”. È da questa constatazione che prosegue il  Tour dei Diritti , la mobilitazione nazionale promossa dal  Comitato Medicina Senza Filtri  – che riunisce  Studio Legale Leone-Fell & C., Radicali Italiani, Dispenso Academy, Associazione Acquirenti e Associazione Intesa Universitaria  – per denunciare pubblicamente le criticità e le illegittimità del nuovo sistema di accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia. Dopo la prima tappa di Napoli, il Tour fa ora  tappa in Sicilia , con due appuntamenti consecutivi: Catania – 16 gennaio , ore  15:00 ,  Palazzo Biscari , via Museo Biscari, 10 Palermo – 17 gennaio , ore  15:00 ,  Astoria Pala...

MAFIA. SONIA ALFANO: "LUCIA RIINA BENEFATTRICE CON IL SANGUE DI TANTI INNOCENTI”

PALERMO, 5 GIU - “L’ultima trovata è un sito internet per la vendita di souvenir. Questo, ovviamente, non sconvolge nessuno, anzi. Ma se l’iniziativa arriva da Lucia Riina, figlia minore del super ergastolano Totò Riina, la faccenda è diversa. Perchè da chi non ha mai, e dico mai, preso le distanze dagli atroci atti compiuti dal padre, non si può accettare una proposta simile, peraltro travestita da dubbia generosità”.


Sonia Alfano (Presidente della Commissione Antimafia Europea) esprime la sua indignazione in relazione alla recente iniziativa di Lucia Riina, figlia del noto boss di Corleone. Lucia Riina, infatti, ha avviato un’attività di vendita su internet di alcune sue ‘opere’, con la promessa di destinare il 5% dei proventi a ‘Save The Children’.

“E’ un Paese alla rovescia - scrive Sonia Alfano in un suo post sul sito de ‘Il Fatto Quotidiano’ - quello in cui i figli delle vittime innocenti sono costantemente impegnati nella difesa della memoria dei propri cari, spesso infangata e oltraggiata, mentre i figli dei carnefici sottolineano, anche solo tra le righe, di avere la fedina penale pulita. Bisognerebbe che i “figli di mafia” comprendessero che non basta “differenziarsi” dai propri padri criminali, ma anche riconoscere e rinnegare pubblicamente la crudeltà e la disumanità di quegli stessi padri. Pertanto - conclude Sonia Alfano - se Lucia Riina vuole davvero apparire come una benefattrice, lontana dal pianeta criminale nel quale è cresciuta, non basterà devolvere il 5% delle sue vendite ad un’organizzazione come “Save The Children”, che peraltro ha già smentito di avere avuto contatti. Bisognerà che riconosca di provenire da un mondo violento e ingiusto e che rinunci al patrimonio accumulato dalla sua famiglia per mezzo dello spargimento di tantissimo, troppo, sangue innocente. Altrimenti, avrà fatto solo “chiacchiere”. Lei.”.


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