Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

OMOSESSUALITA’ E MATRIMONIO: "PURTROPPO SUCCEDE!"

di Silvana PARATORE
11/07/2013 - Il SIGNORE, disse: «Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui» (Genesi 2:18). Qui la Bibbia descrive il bisogno che ogni essere umano ha di compagnia e d'amore. E' così che Dio crea per l'uomo "un aiuto" adatto a lui (la donna), non tratta dalla terra, ma tratta dall'uomo stesso.
Il termine ebraico originale per "donna" significa, infatti, "tratta dall'uomo" (2:22), cioè della stessa natura e dignità. Gli organi genitali erano stati ovviamente creati per dare espressione fisica a questa unione. Essi, infatti, vicendevolmente si integrano, celebrando quest'unione e insieme riproducono la vita. Perciò, ogni rapporto sessuale che vada al di fuori di quanto così Dio ha disposto, profana l'immagine di Dio (maschio e femmina) e l'intenzione che aveva per questa unione (ri-unione).

La nozione di "omosessuale" per descrivere una persona non era usata al tempo di Gesù. Di fatto i termini "eterosessuale" ed "omosessuale" sono usati solo dal XIX secolo. Allora la gente non veniva identificata nei termini di orientamento sessuale. Questo è un uso prettamente moderno. Gesù ci insegna molto nel capitolo 19 del vangelo secondo Matteo quando pone alcuni principi come :non usare la pulsione sessuale come qualcosa che identifichi le persone; il matrimonio non è per tutti e non vi devono essere rapporti sessuali al di fuori dell'impegno nuziale fra un uomo ed una donna.

L’omosessualità non è più considerata una malattia, ma una forma di comportamento alternativo all’eterosessualità (OMS).Secondo la psicoanalisi, è molto importante il rapporto con i genitori per quanto riguarda l’orientamento sessuale. In particolare, per raggiungere l’eterosessualità, il bambino deve superare il complesso di Edipo, allontanarsi dalla madre e dal femminile e risolvere la competizione con il padre, diventando, come lui, un uomo. Non si tratta quindi di prendere il suo posto ma di essere come lui. Va da dire che l’omosessualità in Europa non è ancora vissuta in piena tranquillità. Quindi, non c’è da meravigliarsi se molti uomini continuano a nascondere la propria omosessualità: c’è chi, pur essendo consapevole della propria omosessualità, si sposa ma ha difficoltà ad avere rapporti con la propria moglie anche talora avendo figli.

In Cina, dal 2001 essere gay non è più considerata ufficialmente una malattia mentale. Purtuttavia circa il 90% dei maschi omosessuali è costretto a nascondere la propria omosessualità e a sposarsi contro la sua volontà. La conseguenza? Matrimoni infelici e senza amore”. Matrimoni in cui a causa della frustrazione e della scarsa comunicazione, è molto frequente la violenza domestica.
Se è pur vero che la scienza ha stabilito ufficialmente il 17 maggio 1990, che l’omosessualità non è una malattia, rimuovendo l' attrazione sentimentale e sessuale tra individui dello stesso sesso dalla lista delle malattie mentali stilata dall' Organizzazione mondiale della sanità, ben si comprende come nascondere la omosessualità implica un grande disservizio alla società e nel caso di matrimoni, notevoli conseguenze.

Molti paesi del Medio Oriente continuano a ritenerla un comportamento illegale ed una patologia.
In un paese emancipato come il nostro, è importante che chi intenda dichiarare la propria identità sessuale lo faccia ma soprattutto non lo nasconda a sé stesso e di conseguenza non palesi comportamenti atti a nascondere il proprio status.

Le donne che hanno contratto matrimonio con uomini rivelatisi nella loro naturale essenza omosessuale, hanno subito pesanti traumi dai quali non è semplice uscirne. Senza minimamente condannare lo status di tali uomini, sarebbe corretto umanamente, eticamente, socialmente, non condizionare la vita di quelle donne che confidando in un futuro felice e roseo, si ritrovano, a sorpresa, in situazioni di notevole disagio psichico ed emotivo.

Silvana PARATORE


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