Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Petrolio a 57,49 dollari a barile, Marsiglia: "Il nemico peggiore americano non è solo la Cina, ma l'Italia e l'Europa

QUOTAZIONI PETROLIO A 57 DOLLARI. AZIENDE ENERGETICHE USA IN AFFANNO SU COSTI DI ESTRAZIONE

Roma, 9 Aprile 2025 - Le quotazioni del petrolio WTI aprono la mattinata attestandosi in prima contrattazione a 57,49 dollari a barile nelle prime ore in discesa come da giorni sui mercati internazionali. Anche il greggio di riferimento BRENT tocca quota 61,28 dollari a barile.

"In America diverse oil companies con prezzi così bassi non riescono a mantenere un Break-even (punto di pareggio) sull'operatività aziendale, considerando che si viaggia in un range tra 48 e 62 dollari a barile. In questo momento i dazi stanno penalizzando molto più gli stessi Stati Uniti d'America che l'Europa. Sicuramente come dichiarato dal Presidente Donald Trump la partita si gioca su quanta energia l'Europa acquisterà dagli USA" queste le parole del Presidente di FederPetroli Italia - Michele Marsiglia.

Continua Marsiglia "Il nemico peggiore americano non è solo la Cina, ma l'Italia e l'Europa, forti ormai di una propria energia che è stata diversificata anni fa e consolidata attraverso il Piano Mattei per l'Africa voluto dal Governo Meloni e, all'intensificarsi di investimento in EgittoEmirati e terzi paesi africani e mediorientali, partner commerciali strategici che hanno declassificato l'America ad una potenza minore per i nostri consumi energetici. L'Italia è forte nell'acquisto di Gas e Petrolio, nostra politica industriale energetica anche in Libia inizia a dare fastidio. Attendiamo l'incontro del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Washington, fiduciosi del forte rapporto con l'amministrazione Trump" in conclusione la nota.

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