Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LOTTA AL CANCRO: LA TOSSINA DI UN FUNGO APRE INTERESSANTI SCENARI TERAPEUTICI

La ricerca dell’Istituto di biochimica delle proteine del Cnr espone una possibile modalità alla lotta contro la proliferazione delle cellule tumorali, tramite l’inibizione della proteina CtBP1/BARS nel processo di mitosi dell’apparato del Golgi. La scoperta, pubblicata su Pnas, dischiude interessanti scenari terapeutici mirati

Roma, 26 luglio 2013 - Scoperta una possibile modalità di lotta alla proliferazione tumorale attraverso l’inibizione del processo di divisione cellulare. Il risultato è di un gruppo di ricercatori guidato da Daniela Corda, direttore dell’Istituto di biochimica delle proteine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibp-Cnr) di Napoli, con lo studio ‘Molecular mechanism and functional role of brefeldin A-mediated ADP-ribosylation of CtBP1/BARS’, pubblicato su Pnas.

Come è noto le cellule cancerose si caratterizzano per una proliferazione incontrollata, per cui molti trattamenti antitumorali hanno come bersaglio i meccanismi regolatori della mitosi, cioè della divisione cellulare. “Ma le chemioterapie procurano spesso danni all’organismo, mentre il tumore può anche risultare resistente al farmaco”, spiega Daniela Corda. “Da qui la necessità di inibire la proliferazione in maniera mirata e specifica per le cellule cancerose. Il nostro studio parte dalla biomolecola NAD+, fondamentale per il metabolismo cellulare e che rende possibile, tra le altre cose, una delle modifiche delle proteine (la ADP-ribosilazione). Abbiamo scoperto che questa biomolecola, in presenza dell’enzima CD38 e insieme a una tossina fungina scoperta originariamente come antibiotico, la brefeldina A, forma una nuova molecola, detta BAC (BFA-ADP-ribosylated Substrate). Quest’ultima è in grado di legare specificatamente una proteina che regola il ciclo cellulare, CtBP1/BARS, la quale una volta modificata, viene inibita e quindi blocca la proliferazione delle cellule tumorali”.

“La proteina CtBP1/BARS ha molte funzioni: nel nucleo contribuisce a bloccare la trascrizione di geni che determinano la morte cellulare per apoptosi, una sorta di ‘suicidio’, nel citoplasma regola lo sdoppiamento di un organello cellulare, l’apparato del Golgi. Con BAC ne interrompiamo il lavoro durante la duplicazione”, conclude il direttore dell’Ibp-Cnr. “Lo studio assume particolare valore per l’elevata specificità, che permetterebbe di avere farmaci diretti contro una classe di tumori che esprimono l’enzima CD38, con la possibilità di curare in maniera specifica patologie come linfomi e mielomi. Per raggiungere tale obiettivo bisognerà però valutare i risultati ottenuti in modelli in vivo di questi tumori”.



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