Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

LOTTA AL CANCRO: LA TOSSINA DI UN FUNGO APRE INTERESSANTI SCENARI TERAPEUTICI

La ricerca dell’Istituto di biochimica delle proteine del Cnr espone una possibile modalità alla lotta contro la proliferazione delle cellule tumorali, tramite l’inibizione della proteina CtBP1/BARS nel processo di mitosi dell’apparato del Golgi. La scoperta, pubblicata su Pnas, dischiude interessanti scenari terapeutici mirati

Roma, 26 luglio 2013 - Scoperta una possibile modalità di lotta alla proliferazione tumorale attraverso l’inibizione del processo di divisione cellulare. Il risultato è di un gruppo di ricercatori guidato da Daniela Corda, direttore dell’Istituto di biochimica delle proteine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibp-Cnr) di Napoli, con lo studio ‘Molecular mechanism and functional role of brefeldin A-mediated ADP-ribosylation of CtBP1/BARS’, pubblicato su Pnas.

Come è noto le cellule cancerose si caratterizzano per una proliferazione incontrollata, per cui molti trattamenti antitumorali hanno come bersaglio i meccanismi regolatori della mitosi, cioè della divisione cellulare. “Ma le chemioterapie procurano spesso danni all’organismo, mentre il tumore può anche risultare resistente al farmaco”, spiega Daniela Corda. “Da qui la necessità di inibire la proliferazione in maniera mirata e specifica per le cellule cancerose. Il nostro studio parte dalla biomolecola NAD+, fondamentale per il metabolismo cellulare e che rende possibile, tra le altre cose, una delle modifiche delle proteine (la ADP-ribosilazione). Abbiamo scoperto che questa biomolecola, in presenza dell’enzima CD38 e insieme a una tossina fungina scoperta originariamente come antibiotico, la brefeldina A, forma una nuova molecola, detta BAC (BFA-ADP-ribosylated Substrate). Quest’ultima è in grado di legare specificatamente una proteina che regola il ciclo cellulare, CtBP1/BARS, la quale una volta modificata, viene inibita e quindi blocca la proliferazione delle cellule tumorali”.

“La proteina CtBP1/BARS ha molte funzioni: nel nucleo contribuisce a bloccare la trascrizione di geni che determinano la morte cellulare per apoptosi, una sorta di ‘suicidio’, nel citoplasma regola lo sdoppiamento di un organello cellulare, l’apparato del Golgi. Con BAC ne interrompiamo il lavoro durante la duplicazione”, conclude il direttore dell’Ibp-Cnr. “Lo studio assume particolare valore per l’elevata specificità, che permetterebbe di avere farmaci diretti contro una classe di tumori che esprimono l’enzima CD38, con la possibilità di curare in maniera specifica patologie come linfomi e mielomi. Per raggiungere tale obiettivo bisognerà però valutare i risultati ottenuti in modelli in vivo di questi tumori”.



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