Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

ACQUA PUBBLICA E BENI COMUNI: : IL GOVERNO CROCETTA PRENDA ATTO DEL PROPRIO FALLIMENTO

Legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica: il governo Crocetta prenda atto del proprio fallimento. Il presidente dell’Ars metta all’ordine del giorno dei lavori d'aula la legge voluta dai siciliani
Palermo, 8 AGOSTO. Ieri nella seduta della IV Commissione Ambiente e territorio dell’ARS abbiamo assistito all’ennesimo fallimento da parte del governo regionale di approvare un disegno di legge che punti alla ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato, rinviandone l’esame a settembre.
Nonostante si fosse raggiunto un accordo tra le forze politiche di maggioranza il governo si è fatto bocciare un sub emendamento dal voto congiunto tra forze del centro destra e dal movimento 5 stelle. Il sub emendamento rimandava ad un articolo in cui si prevedeva di affidare la gestione del servizio a enti di diritto pubblico, in ottemperanza della potestà legislativa sulla materia prevista dallo Statuto Siciliano.

Chiediamo al governo regionale un atto di chiarezza e di coraggio: ritiri il testo governativo e riparta dal ddl di iniziativa popolare/consiliare nato da un percorso democratico e partecipato, che, a partire dal 2007, ha coinvolto centinaia di consigli comunali e migliaia di cittadini.

Al Presidente dell’Ars, onorevole Giovanni Ardizzone, chiediamo di mettere all’ordine del giorno dei lavori dell’Aula, subito dopo la pausa estiva, la prima legge di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali che la Regione si sia mai trovata a discutere, come prescritto dalla legge regionale che disciplina la normativa sulle proposte di legge di iniziativa popolare/consiliare.
Inoltre, sempre al Presidente dell’ARS, chiediamo di approvare una modifica delle procedure parlamentari che, consenta ai promotori di una legge di iniziativa popolare/consiliare di partecipare attivamente ai lavori della Commissione e di proporre emendamenti, come si era impegnato a fare.

Chiediamo a tutte le forze politiche di dichiarare in modo netto ed inequivocabile che la volontà popolare espressa col referendum del 2011 ha un valore attuale e che l’acqua deve essere gestita da Enti Pubblici.
Non è più possibile per nessuno nascondersi dietro semplici affermazioni di principio ma è arrivato il momento di affermare con atti concreti e circostanziati il ritorno alla gestione pubblica delle Acque su tutto il territorio regionale, così come voluto da 35.000 cittadini e da 135 consigli comunali siciliani e dalla vittoria referendaria del 2011 conseguita grazie a 27 milioni di cittadini elettori.

2013alr

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