Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

MANLIO DOVÌ DOMANI AL CORALLO DI MESSINA CON “RUBY MAIOR, MINOR CESSAT”

MESSINA, 10/08/2013 - “Il pubblico messinese? Ha segnato la mia vita professionale. E non è un caso. Il mio debutto in teatro è stato proprio a Messina, con Feydeau. Prodotto dal compianto Pasquale Cocivera. Il titolo? ‘Un siciliano a Parigi’, cos’altro avrebbe potuto essere?”.
Conosce gli spettatori e conosce gli spettatori messinesi, Manlio Dovì. E ne è entusiasta, al di là delle ruffianerie.
“A Messina succede questo. Nei primi dieci minuti dello spettacolo gli spettatori decidono tutto, o è vero amore oppure mettono il ‘pilota automatico’. E tu lo senti. Se ti amano è come se ti abbracciassero. Il pubblico messinese è competente, sorprendente, unico. Capace di affetto e lealtà straordinari”.

D’altronde nello spettacolo di Manlio Dovì, “RUBY maior, minor cessat… A schifiu finIMU”, che arriva a Messina per la prima volta, domani domenica 11 agosto al Giardino Corallo, “è il pubblico a fare la regia, sempre. Tanto che lo spettacolo, in sé, è praticamente imprevedibile. Basta una battuta, una risata, un momento di commozione, un suono o una parola provenienti dalla platea e lo spettacolo prende una strada anziché un’altra”. Sempre, però, nel solco della satira che mette in ridicolo tutti e tutto, una satira “per ridere di chi ci comanda, per ridere di tutte le parti politiche, nessuna esclusa, ma anche per ridere di noi stessi”. E sempre nel solco della musica, “che ci ha segnato la vita, una musica che è capace di costringerci a ‘tenere il ritmo’, in tutti i sensi; una musica che accompagna gli spettatori, che ricorda e suscita emozioni”. Musica, per di più, dal vivo con la band composta da Luca Ficari, Ciro Pusateri, Simone Ferrara, Rino Zizzo, Agostino Morello, e con le ballerine Giusy Magoga, Filomena Venturo, Carlotta di Bella sono le ballerine.

Ma perché mettere insieme varietà e rock, satira e spartiti? “Mi hanno sempre detto, a mo’ di critica, che io sono troppo affascinato dal suono delle parole, e sto più attento alla loro musicalità che al loro effetto in termini di battute. Ma io sono cresciuto con il grammelot di Fo, di Gaber, di Proietti. E il suono, il rumore, sono densi di significato”. Che il pubblico coglie, in tutte le sue sfumature. E apprezza. “RUBY maior” continua a fare il tutto esaurito. E Manlio Dovì continua a conquistare, anche in altre interpretazioni, recensioni da premio (l’ultima a Catona per “Il paraninfo” di Angelo Tosto). Insomma, la “formula” è rodata. “Ma no, l’ho detto. E’ il pubblico che decide. Saranno i messinesi ad avere l’ultima parola. Un’ultima parola che non vedo l’ora di sentire”.

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