Povertà sanitaria in aumento, raddoppia la richiesta di farmaci per chi non può pagare le cure

Palermo: aumenta la povertà sanitaria e raddoppia la richiesta di farmaci per chi non può permettersi di pagare le cure. Appello per la Giornata di raccolta del farmaco. Domani 6 febbraio conferenza stampa presso l’ambulatorio sociale della parrocchia S. Agnese di piazza Danisinni Palermo, 5 febbraio 2026 – Aumenta sempre più a Palermo e provincia la povertà sanitaria e cresce il numero di persone che non hanno i mezzi economici per permettersi di pagare le cure o anche solo di acquistare semplici antipiretici, antinfiammatori e antinfluenzali oppure uno sciroppo per la tosse. E mentre in questi giorni monta l’emergenza freddo, i 37 centri caritatevoli che se ne prendono cura e che aderiscono al Banco farmaceutico segnalano che è raddoppiata la richiesta di assistenza, che ora si è estesa anche ai pazienti oncologici e a quelli terminali. Un dato che desta molta preoccupazione fra gli operatori sociali, considerato che già lo scorso anno la Giornata di raccolta del farmaco è...

TINDARI FESTIVAL: UNA SOLA MOLTITUDINE, L’8 AGOSTO TORNA LA DANZA

Tindari (Me), 07/08/2013 - Giovedì 8 agosto, alle ore 21,30, al Teatro antico di Tindari ritorna la danza con “Una sola moltitudine” e le coreografie di Patrizia Bellitti, Pucci Romeo e Danilo Anzalone.
I tre autori del lavoro usano un linguaggio a volte scabro e furente, quando non ossessivo, ma la linea di movimento sposata risulta “poetica” e ritmica.

La scena, abitata da oggetti che rimandano subito all’idea dello “spostamento”, è gremita all’inizio da una folla di viaggiatori ed è questo il leitmotiv del lavoro, che non pretende di raccontare alcuna storia, se non la necessità del “viaggio”, dell’apertura all’altro che, su un filo conduttore fatto di motion, ci rapisce per guidarci nel giardino interiore del gesto.

La coreografia, pur essendo complessa e cesellata, è tuttavia chiara, netta, fluida e leggibile.
I danzatori alternano con facilità e apparente indifferenza combinazioni sequenziali, talvolta per tutto il complesso, talvolta per piccoli gruppi, con qualche frammento di “assolo” mai banale, attraverso canoni e contrappunti, mentre la musica, mai invasiva, colora di un mood dolcemente malinconico le “frasi” di movimento ora acquatiche, ora aeree, ora terrestri.

Gli interpreti costituiscono la forza di questa interessante composizione, perché ci comunicano tutto il loro piacere di danzare, con una qualità cool tipica della danza contemporanea migliore.
Le luci disegnano e definiscono insieme alla coreografia uno spazio che percepiamo “aperto”, mentre i video giocano sullo straniamento fra “interno” ed “esterno”.
Durante questo “viaggio” assume un particolare significato la presenza del Maestro violinista Igal Shamir pilota di caccia, musicista e scrittore che con le sue melodie ha permesso ai giovani danzatori di esplorare nuove strade.



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