Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CHIUSURA TRIBUNALI NEBRODI: MOBILITAZIONE CGIL-CISL-UIL, “INASCOLTATO IL NOSTRO ALLARME”

Messina, 20 Settembre 2013 - CGIL, CISL e UIL sostengono da sempre che la Riforma della geografia giudiziaria bisogna farla, visto che l’impianto risale all’Unità d’Italia. Il problema è che il piano del Ministro, messo in campo con il D.Lgs. 155/2012, non può funzionare così com’è. Per fare una Riforma seria non serve chiudere Tribunali, non bastano le deroghe ed i provvedimenti improvvisati e francamente incomprensibili.

E mentre le corporazioni ed il Governo fanno la guerra per lasciare aperto o chiuso questo o quell’Ufficio Giudiziario, senza pensare all’organizzazione, ai dipendenti e ai servizi fondamentali della collettività, FP-CGIL – CISL-FP – UIL-PA Sicilia hanno tenuto delle assemblee per sensibilizzare il personale di tutte le Corti D’appello e oggi hanno manifestato davanti alle Corti di
Appello di Catania e Messina scegliendo di stare vicino ai lavoratori, ai cittadini ed alle imprese.
La mobilitazione di oggi è l’ennesimo grido di allarme che evidenzia i punti di criticità della Riforma:
tagli lineari senza tenere conto dei criteri stabiliti dalla Legge delega, caos logistico ed
amministrativo per mancanza di istruzioni, incertezza sulle sorti del personale, etc., tutto a
discapito dei servizi erogati dai presidi di legalità.

La proposta è quella di mettere mano ad una riorganizzazione vera, in grado di generare efficienza
e conseguenti benefici per l’economia. I risparmi che derivano dalla chiusura di sedi spesso sono
fittizi, sono un’operazione di puro e semplice ridimensionamento che allontana lo Stato dal nostro
territorio, dai cittadini e dalle imprese. Una Riforma che si possa definire tale ha bisogno di una
riorganizzazione complessiva del sistema giudiziario a partire dalla digitalizzazione, riordino delle
funzioni e degli uffici, programmi per il controllo di gestione, centralità del servizio e degli organici
valorizzando le professionalità interne.
Una riorganizzazione che consenta di realizzare gli obiettivi prefissati deve essere
necessariamente partecipata e condivisa, portata avanti attraverso corrette relazioni sindacali a
tutti i livelli, a partire da quello locale. Per questo chiediamo un tavolo di confronto: per far
conoscere la Piattaforma di CGIL, CISL e UIL sulla Riforma della Giustizia.

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