Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

FORMAZIONE, ‘OPERAZIONE PANDORA’: A CATANIA STRONCATO GIRO DA 9 MILIONI DI EURO, ARRESTI ECCELLENTI E SEQUESTRO DI BENI PER 3 MILIONI

Catania, 14/10/2013 – E’ stata denominata ‘Operazione Pandora’ quella che ha portato all’arresto di Giuseppe Saffo, noto gestore di lidi balneari, presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Famiglie Emigranti. Oltre a Saffo, a finire in manette sono stati Francesco Cavallaro, il nipote, direttore generale dell’Istituto Ricerche e Applicazioni Psicologiche e Sociologiche; agli arresti domiciliari sono stati destinati Rosa Maria Trovato, impiegata dell’ufficio provinciale del lavoro, Manuela Nociforo, Eleonora Viscuso, Concetta Cavallaro, Biagio La Fata e Giuseppe Bartolotta.
Un affare di proporzioni impressionanti nel settore della formazione professionale a Catania, del quale Giuseppe Saffo sarebbe il deus ex machina, assieme ad una pletora di amici e parenti, tutti quanti invischiati in questa torbida vicenda, che la Guardia di Finanza di Catania ha stroncato dopo un lavoro certosino.

52 le persone denunciate, oltre a 4 enti di formazione, società di comodo e personaggi ritenuti inappuntabili e che contano. Nell’operazione Pandora risultano 'incriminati' 115 progetti professionali; eseguito il sequestro preventivo di 3 milioni e settecentomila euro, mentre la frode ammonterebbe complessivamente a 9 milioni di euro.

”Gli arresti di oggi effettuati a Catania su richiesta della Guardia di Finanza e del procuratore Gennaro, - ha detto il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta -  rivelano l'esistenza di un mondo di colletti bianchi protesi all'accaparramento illecito della risorse pubbliche. Tale mondo è stato coperto e qualche volta rappresentato da una parte consistente del sistema politico siciliano, che ha fatto anche gli affari con tale sistema deviato. Viene fuori il ruolo di qualche funzionario della Regione e di parenti eccellenti di politici, nello schema classico che troviamo in tutta la formazione: fatture false a fronte di servizi inesistenti e a volte anche di alunni inesistenti."

"Ormai sono pochi gli enti che si salvano dagli scandali -  ha proseguito il presidente Crocetta - ed è l'ora di ripensare concretamente a un nuovo sistema di formazione che faccia a meno degli enti privati, che non solo effettuano i servizi a costi molto più alti di quanto costerebbero direttamente alla Regione, ma forniscono spesso una qualità dei corsi assolutamente inaccettabile."

"La Regione - ha concluso il governatore Crocetta - sarà ancora più dura nei confronti di coloro che sbagliano o hanno sbagliato, ritenendo che i soldi dei siciliani debbano essere spesi per il popolo siciliano e non finanziare le clientele della politica. Su questo tema noi abbiamo aperto uno scontro sin dall'inizio che sta portando a fare chiarezza e pulizia. Verificheremo anche i comportamenti che hanno avuto i funzionari e i dirigenti sulla vicenda denunciata dalla procura di Catania, ma ritengo che con altrettanta immediatezza bisogna attivare la procedura di sospensione dell'accreditamento degli enti e del personale regionale coinvolti. Intanto grazie ai magistrati per il loro splendido lavoro e grazie alle forze dell'ordine di Catania,con cui siamo sempre pronti a collaborare, fornendo ogni documentazione necessaria”.

"Le frodi perpetrate ai danni dello Stato e dell’Unione Europea per mezzo dei corsi di formazione professionale sono ormai prassi criminale, che va combattuta in maniera decisa e costante non solo dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, ma anche dalla buona politica e dai cittadini onesti” dice Sonia Alfano, presidente della Commissione CRIM (sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro) del Parlamento Europeo. “Il fenomeno - prosegue - è ampiamente diffuso e sembra essersi fatto ‘sistema criminale’: potremmo definirlo ‘mafia della formazione professionale’”.

Le indagini, secondo quanto raccontato dagli organi di stampa, hanno interessato anche un funzionario regionale in servizio all’ispettorato provinciale del lavoro, che avrebbe revisionato i rendiconti degli enti coinvolti, in cambio di incarichi ai propri congiunti negli enti stessi: “Anche questo, purtroppo - sottolinea Alfano - è un fatto tanto squallido quanto comune. Ringrazio la Guardia di Finanza ed il procuratore Giovanni Salvi per il lavoro portato avanti - aggiunge - nella speranza di poter vedere in Sicilia un cambiamento che sia prima di tutto culturale: il mondo della formazione professionale, che dovrebbe essere fucina di speranze per il futuro - conclude - appare oggi solo e soltanto come lo strumento per raccattare consensi politici, arricchirsi illecitamente sulle spalle dei contribuenti e mettere in pratica sporchi giochi di potere”.

“L'operazione della Procura e della Guardia di finanza di Catania conferma che il settore della formazione professionale in Sicilia è compremesso. Un vero e proprio scandalo fatto di arricchimenti, collusioni con la politica e con pezzi della Regione”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia.

“È vero – aggiunge – è una 'Pandora' che ci consegna una formazione al servizio dell'intermediazione burocratico-clientelare e affaristico-politica, piuttosto che una formazione al servizio dei giovani e delle attività produttive. Hanno fatto bene il presidente Crocetta e l'assessore Scilabra a fare saltare, sin dall'inizio, il tappo e a iniziare una rivoluzione senza precedenti. Dopo la Procura di Messina anche quella di Catania conferma che ci avevano visto giusto”.

“Adesso – conclude Lumia – la politica non deve più tergiversare, i partiti devono avere il coraggio di guardarsi dentro e, in Assemblea regionale, mettere all'ordine del giorno quelle riforme che possono finalmente cancellare il marciume e organizzare una moderna, sobria e qualificata formazione in grado di rispondere realmente alle necessità professionali del mercato del lavoro”.

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