“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

VITTIME DELLA CACCIA: FALSI I DATI, CANCELLATE LE VITTIME TRA LA GENTE COMUNE

Si guardano bene le associazioni venatorie dal diffondere i dati reali sulla gente impallinata
27/10/2013 - I dati sui morti e feriti per armi da caccia, continuano a turbare i sonni del mondo venatorio,al punto tale che la sua migliore difesa è costituita soltanto dall'attacco, dalla denigrazione e dal puerile tentativo di ridicolizzare tutti coloro che evidenziano i troppi danni e le tragedie provocati dai cacciatori, sia durante le battute di caccia che al di fuori.

13 le vittime tra la gente comune, di cui 3 i morti (due donne), tra i 10 feriti c'è un minore: la bambina nella sua cameretta.
14 i cacciatori vittime di sé stessi e del fuoco amico: 1 morto.
In totale 27 vittime dal 1 settembre a venerdì 25 ottobre, per armi da caccia e cacciatori:
23 i feriti e 4 i morti.

Per non contare, in questo contesto, anche tutti i casi di tragedie sfiorate per comportamenti asociali, pericolosi ed illegali da parte di chi detiene la licenza di caccia.
A questo insano atteggiamento si aggiunga anche il fatto che chi difende la caccia punta volutamente a sminuire il tema "sicurezza dei cittadini", riducendolo a semplice variabile da "tragica fatalità", al pari (anzi numericamente meno rilevante) degli incidenti anche mortali registrati in attività come alpinismo, sci, trekking, ricerca funghi... che, a loro dire, mai nessuno si sogna di sindacare. Peccato che il pargone non abbia mai retto, semplicemente perchè non paragonabile nei tempi, modalità, n° di fruitori e soprattutto in utilità e pericolosità per gli altri.

"Il confronto, oltre ad essere fuori luogo perché pretestuoso e fuorviante, non tiene volutamente neppure conto che nel caso della caccia continuano ad essere uccisi e feriti coloro che con questa attività non hanno e non vogliono spartire nulla, aspetto questo ignorato - non a caso - dalle associazioni venatorie e addirittura occultato. Infatti le ass.venatorie quando sparano i numeri delle vittime per caccia, contano solo i cacciatori, in spregio e nella totale mancanza di rispetto verso chi...i cacciatori hanno ferito o ammazzato ma non è cacciatore!

Ma non solo, mai una volta, dico mai, hanno prodotto dettagliatamente i dati sulle vittime per caccia da loro raccolti, per evitare un confronto aperto e trasparante tra i dati raccolti dai vari interessati, che siano pro o contro la caccia..." precisa Daniela Casprini presidente dell'Associazione Vittime della Caccia, "...cosa che invece noi facciamo da sempre, pubblicando nei dossier le fonti e tutti i riferimenti utili per ogni notizia raccolta. Se la LAC è criticata, poichè nel conto dei morti e feriti inserisce anche infartuati o caduti, significa soltanto che evidentemente la Lac riparte da un proprio criterio di raccolta e di valutazione del fenomeno caccia, aspetto che a noi interessa poco (in quanto la nostra selezione verte sulle armi da caccia e sui cacciatori responsabili di atti offensivi verso terzi), ma globalmente costituisce un focus più completo su una realtà certamente critica a causa degli stessi attori armati ed evidentemente poco responsabili.

"Il punto è però un altro: il mondo venatorio continua a pretendere di rassicurarci con argomenti non credibili, su tutti la tesi che grazie a una maggiore attenzione dei cacciatori il trend degli incidenti è in sensibile calo", continua Daniela Casprini che conclude "ci piacerebbe sapere da dove scaturiscono le loro rassicuranti conclusioni, visto che ad oggi i loro conti sono poco chiari e non tornano proprio rispetto a quanto da noi raccolto! Petanto, producano questi dati assoluti che deterrebbero per un serio confronto, altrimenti tacciano per sempre! E soprattutto mostrino rispetto per le loro vittime, i morti e i feriti non cacciatori, o forse accettano che il prezzo in vite umane sia una compatibilità sostenibile con questa (barbara e insana) loro passione?" conclude Daniela Casprini.


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