
Sant'Angelo di Brolo, 12/11/2013 - Mentre la ricezione del digitale terrestre registra una molteplicità di problemi per raggiungere l’utenza, dopo le segnalazioni fatte dal Sindaco di Sant'Angelo di Brolo, una squadra di funzionari del CORECOM Sicilia, organismo del Ministero dello Sviluppo economico – Dipartimento Comunicazioni, insieme a tecnici della Rai Way si sono recati nel piccolo comune nebroideo, per effettuare accertamenti tesi alla verifica dell’entità delle lamentele segnalate dal Comune stesso.
Essi sono stati ricevuti dall’Assessore Palmeri, assistito dal Responsabile del I Staff, Antonino Astone e dal dipendente Vincenzo Passalacqua.
Dagli accertamenti, effettuati solo in alcuni siti segnalati, è emersa la criticità di ricezione del segnale, con la copertura che non supera il 50 per cento del territorio comunale. Tra l’altro, il Comune ha ribadito che, anche nella migliore delle ipotesi, arrivano solo i segnali di Raiuno, Raidue, Raitre e Rai News24, che subiscono continue interruzioni, mentre tutti gli altri canali della Tv di Stato sono assenti.
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Nei mesi scorsi il Sindaco di Sant’Angelo di Brolo, Basilio Caruso, aveva scritto una lettera ai vertici dell’Ato Me2 in liquidazione - inviata anche al Prefetto e alla Regione - con la quale chiedeva notizie sull’utilizzo del personale in forza presso la Società. Con molta leggerezza l’Ato rispose che i lavoratori erano “a disposizione”.
La preoccupazione del primo cittadino nasceva dal fatto che quei dipendenti alla fine qualcuno avrebbe dovuto pagarli. E così, puntualmente, i Commissari dell’Ato, che si sono insediati successivamente, hanno mandato il conto ai 38 Comuni soci.
Il Sindaco ha risposto con una pesante missiva, invitando i colleghi amministratori a valutare se opportuno assumere una iniziativa congiunta tra tutti gli enti interessati, per respingere le richieste di denaro utili a sanare il disastro economico inarrestabile dell’Ato, che ha accumulato milioni di euro di debiti e per valutare se inviare gli atti alla Corte dei Conti e alla Magistratura ordinaria, affinché accertino eventuali responsabilità da parte ci coloro che, piuttosto che pensare di distribuire le maestranze nel territorio, come ultimo atto qualificante hanno deciso di tenerli a disposizione, tentando di procurare ulteriore danno erariale in danno ai comuni.
“Prima di tutto – si legge nella missiva– esigiamo che prima di chiedere soldi, l’Ato Me2 ci paghi gli oltre 700 mila euro di crediti che vanta il Comune. Poi, scrive ancora il Sindaco – l’Ente è terzo pignorato da creditori della Società d’Ambito e, di conseguenza, fino a quando non si concluderà la procedura avviata, nessuna somma potrà essere versata su conti correnti riferibili alla stessa”.
Peraltro, denuncia Caruso, sembra che parte del personale non si recherebbe nella sede neppure per apporre la firma di presenza. Cose singolari, che possono succedere solo con l’Ato. Il Sindaco ha invitato ad un'attenta verifica ed alla puntuale vigilanza.
“La scelta del non impiego dei dipendenti è stata fatta in modo arbitrario ed autonomo dall'ATO, senza consultare preventivamente tutti i Comuni che, in presenza di una pianificazione omogenea sul territorio, avrebbero potuto prendere in carico i dipendenti per farli lavorare, non per pagarli senza fare nulla.
Non si comprendono le ragioni per le quali non si è fatto ricorso ad ammortizzatori sociali – scrive ancora il Sindaco – che avrebbero consentito di non sprecare risorse da parte della Società.
Questo Comune – conclude il Sindaco Caruso – non intende vessare i propri concittadini più di quanto non lo siano già stati per responsabilità di terzi e non intende farsi carico di spese derivanti da una sciagurata gestione che, pur essendo soci, ci vede completamente estranei”.
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