Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

“GIUSTIZIA, QUALE RIFORMA?”, UILPA: SE CONTANO ANCORA I CITTADINI?


Roma, 24 gennaio 2014 - “Nella Relazione sull'Amministrazione della Giustizia nell'anno 2013 del primo presidente della Corte di Cassazione Giorgio Santacroce, presentata in data odierna, in occasione della tradizionale cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario presso la suprema Corte, emerge una profonda consapevolezza delle gravi criticità, che la nostra Organizzazione Sindacale da tempo ha posto all’attenzione dei vertici politici. Apprezziamo, da una parte, l’espresso convincimento circa la priorità di una riforma della Giustizia che deve essere concepita ad esclusivo vantaggio dei cittadini, accompagnato dal
richiamo al dovere di tutto il sistema politico di metterla in condizione di funzionare al meglio, a tutela di un diritto fondamentale dei cittadini. Dall’altra valutiamo positivamente una presa d’atto ufficiale circa l’inadeguatezza dell’organico del personale amministrativo e la scopertura dei posti lasciati vacanti a causa del blocco del turnover che il ricorso alla mobilità interna del personale e l’impiego temporaneo di unità lavorative provenienti tramite comando da altre amministrazioni possono solo contribuire a tamponare momentaneamente.

Tuttavia, dalle parole del Presidente della suprema Corte emerge una discrasia: la rappresentata necessità di riforme ben ponderate in prospettiva mal si coniuga con la difesa “a spada tratta” della recente riforma per la revisione della geografia giudiziaria. Ci troviamo di fronte ad una forte contraddizione: se la riforma della giustizia deve essere condotta nell’esclusivo interesse dei cittadini, come si può giudicare positivamente un intervento che di fatto ha penalizzato i cittadini utenti e creato disagio e caos negli uffici giudiziari?”




Commenti