Le Province? Si! Le Regioni? Peggio! Ma chi non volesse ammettere che i Comuni sono la vera pietra dello scandalo in Italia, la ‘voce’ del dissesto che più d’ogni altra incide disastrosamente sui conti dello Stato, evidentemente non vuole fare i... conti con la realtà
Roma, 12/01/2014 - Le dimissioni del sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, sono l’ultima sfida, la prova più recente del disastro Italia, con 4 personalità eccellenti finite agli arresti domiciliari, tra cui il vice sindaco de L’Aquila, Roberto Riga, indagate nell'inchiesta
"Do ut des", nelle carte della Procura della Repubblica per tangenti nella ricostruzione dopo terremoto. Soldi, fiumi di denaro.
Il
Fatto Quotidiano, il 14 giugno 2013 scriveva: “… 25 pagine di ordinanza per spiegare come il prefetto Francesco La Motta “abbia asservito la funzione pubblica ad interessi privati”. Tanto che quella di cui si occupa il magistrato “è una indicibile beffa per i cittadini che in epoca di necessaria austerità apprendono dai giornali che i soldi pubblici gestiti da un ministero, quello dell’Interno, erano andati a confluire su un fondo estero“. Al centro della “beffa” l’ex prefetto Francesco La Motta, arrestato su ordine della Procura di Roma in merito al filone capitolino dell’inchiesta sulla gestione dei fondi del Viminale. Agli arresti anche il banchiere Klaus Beherend, mentre Eduardo Tartaglia e Rocco Zullino, già in carcere a Napoli…”.
Stavolta la ‘beffa’ è nazionale, istituzionale. Ma è nei Comuni che poi vengono gestiti gli affari, quando questi sono nelle mani di persone corrotte. I partiti politici per primi si guardano bene dal parlare di abolizione delle amministrazioni comunali, dei consigli e di tutte le sovrastrutture che ("direttamente o indirettamente") costano maledettamente alle comunità e sono fuori controllo.
Basterebbero un sindaco e un consiglio 'leggero', una sorta di comitato civico formato da persone che lo stesso sindaco sceglie come 'comitato d'onore' tra i concittadini più stimati e illustri, tra quelli laboriosi e comuni, tra i giovani ricchi di idee e di buona volontà.
Ma è dai Comuni che provengono i voti, il 'parco macchine' che ingrossa i partiti per diventare flotta e contare. Nei Comuni si gestisce e si formano spesso il consenso e la clientela. Non sempre, ci mancherebbe... Nei Comuni, cui oggi si vorrebbe lasciare la potestà di imporre i 'dazi' sulla casa, sull'acqua, sull'aria. I partiti politici consociati sembrano riportare il voga una simpaticissima battuta di Guido Clericetti al diffondersi dei negozi fai da te negli anni settanta, sulla cui insegna si leggeva:
"Fatelo da voi (perchè noi non ci siamo riusciti)".
Ma proprio i Comuni sono
"fuori controllo".
Mentre sui partiti, sulla politica nazionale e regionale, infatti, si esercita il controllo delle istituzioni a vari livelli e della stampa, i Comuni vivono spesso
fuori da tali 'attenzioni'. L'informazione sovente è 'domestica', fuori dai clamori professionali necessari ed opportuni. Specie nei piccoli paesi, nelle piccole città.
Il presidente dell'Anci Piero Fassino chiede che vengano mantenuti "gli impegni assunti dal presidente del Consiglio Letta e dal ministro Delrio, per definire sulla service tax una soluzione che garantisca ai Comuni entrate analoghe a quelle del 2013”. Nessuno vuole rinunciare a niente. Da Roma a Torino a L’Aquila i conti devono tornare secondo… ‘tradizione’.
Che importa se il mondo sa di dover cambiare. L’anima ‘ragioniera’ della politica italiana è cinica ed è prigioniera. E di cambiare non vuole saperne. Neanche a martellate. Ora che falce e martello non sono più di moda.
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