Patti (Me), 14/01/2014 - In merito ai solleciti di pagamento per il canone acquedotto del Comune di Patti l’Associazione Consumatori Siciliani invita i cittadini al pagamento anche a seguito dell’esito dei ricorsi pilota
presentati presso il Giudice di Pace di Patti avverso il canone 2008 che sono stati rigettati e con la condanna alle spese di €. 250,00 da parte dell’utente a favore del comune difeso dall’avvocato Andrea Pirri, gli otto ricorsi dell’Associazione sono stati seguiti dall’avvocatessa Mariella Sciammetta (Sent. N. 137/2012).
In merito al contenzioso sul canone Il giudice di Pace ha riconosciuto all’utente non dovuto solo l’importo relativo alle acque reflue calcolato sul canone in quanto soggetto alla verifica del consumo effettivo dei metri cubi.
Per questo motivo l’Associazione da me presieduta per un fatto di serietà e di onestà nei confronti
dei propri associati non ritiene opportuno avviare un contenzioso sul canone acquedotto dall’esito
negativo e con il rischio di condanna alle spese. Per quanto riguarda il sollecito relativo all’eccedenza e alla depurazione per le annualità a partire dal 1999 codesta Associazione ha avviato a seguito di un incontro avvenuto con l’Assessore Pipitò nel maggio 2012 un rapporto di collaborazione teso a chiudere il contenzioso in atto con la rateizzazione più lunga possibile del debito dell’utente e con lo storno e il ricalcolo di quelle fatture errate.
Solo nei casi estremi e per quelli in cui l’utente non accetta l’accordo con il comune e sussistono gli
elementi è possibile avviare la contestazione delle fatture dall’esito incerto.
Riteniamo invece che il Comune debba mettere seriamente le mani al problema a monte per
abbassare i costi del servizio facendo pagare tutti. Ci riferiamo a quanto scritto nella relazione che
ci è stata consegnata nel luglio 2011 durante un incontro nella sala del Consiglio del Comune di
Patti dal quale si evinceva che le utenze realmente leggibili erano 5191 a fronte di oltre 7000.
In quella sede il sottoscritto a fatto presente così come in tutti gli altri interventi durante
l’amministrazione Venuto che occorre procedere alla regolarità delle utenze mancanti dovuto come
si legge nella relazione: “negli ultimi anni un numero considerevole di contatori guasto è stato
individuato e le utenze a questi riferite invitate a sostituire il contatore”. Nel comune di Patti al
2011, mi auguro che la situazione sia stata sanata, esistevano circa duemila utenze con contatori
guasti, illeggibili oppure mai letti perché in case chiuse da anni.
Il recupero di tutte queste utenze permette di abbattere i costi e poter fare degli investimenti per
migliorare il servizio ed è questo quello che ci auguriamo nell’interesse di tutta la città.
Associazione Consumatori Siciliani.
Per tal ragione codesta Associazione ripropone all’Amministrazione Aquino così come fatto nel 2006 all’Amministrazione Venuto l’iniziativa di una sorta di “condono” o “sanatoria” o “ravvedimento” o come lo si vorrà chiamare teso a salvaguardare l’interesse di tutti i cittadini pattesi ma anche dell’ente che li rappresenta e che fornisce il servizio con la consapevolezza da entrambe le parti (cittadini-comune) che se non viene imboccata questa strada non resta che il disservizio.
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