Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

“MAFIA” FOOD IN SPAGNA, ALFANO: “CON L’INTRODUZIONE DI NORME CRIM L’APPROCCIO CAMBIEREBBE

Palermo, 19 febbraio 2014 - “Il messaggio lanciato dalla catena di ristorazione spagnola ‘Mafia’ è di una gravità inaudita e risulta offensivo nei confronti delle vittime innocenti della violenza mafiosa. Già diverse volte, in passato, mi sono espressa sul punto”. Lo ha detto Sonia Alfano, eurodeputata e presidente della Commissione CRIM (sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro).
“Ciò che deve preoccupare maggiormente - afferma Alfano - sono l’inconsapevolezza dei cittadini spagnoli e l’immobilismo delle autorità locali. Nella penisola iberica, come in tutti gli altri Paesi europei - spiega l’eurodeputata - si evoca con leggerezza il fenomeno mafioso perché non se ne conoscono realmente la gravità e l’incidenza sulla vita di tutti i cittadini.

Anche in Austria si sono verificate circostanze simili. Tale malcostume è particolarmente grave - aggiunge - perché legittima le cosche ormai radicate su tutto il territorio europeo. La CRIM, in diciotto mesi, ha predisposto un testo complesso e articolato per dotare gli Stati Membri di tutti gli strumenti utili per il contrasto del crimine organizzato transnazionale. Se in tutti gli ordinamenti venissero introdotte le misure da noi suggerite e approvate lo scorso 23 ottobre dalla plenaria del Parlamento Europeo - conclude - sicuramente anche l’approccio della collettività e delle varie autorità nazionali cambierebbe”.


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