Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

RENZI PREMIER MA SENZA SCAMBI DI POLTRONE NÉ VECCHI RITI INIZIATICI

Roma, 12/02/2014 – Un Governo democraticamente eletto sarebbe ciò cui un Paese libero e democratico ha diritto, specie in presenza di una situazione politica che non ha mostrato niente di buono per i cittadini, che non ha saputo attuare neppure una delle riforme per le quali sono stati nominati tecnici e governi di larga intesa. La salita di Matteo Renzi alla presidenza del Consiglio dei Ministri potrebbe essere una necessità e perfino un’opportunità, ma a condizione che ciò avvenga
come modalità realmente innovativa, come novità forte, come uno shock per un paese che boccheggia e soffre.

Male si addicono, allora, certi annunci che prospettano alternanze di poltrona: dalla presidenza di qualcosa al ministero di qualcosa, dal ministero ad un altro ministero. Questo sarebbe, a nostro avviso, un modo pericoloso e sgradito di cominciare. Meglio nomi nuovi e modalità nuove. Meglio far da sé con inesperienza che mettersi sotto le ali di padrini secolarizzati che non hanno dimostrato di potere fare niente di positivo per il Paese, facendo parte di quella casta che ha portato l’Italia al degrado e alla corruzione più sfrenata e generale.


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