Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SPETTACOLI FANTASMA, CARTE FALSE E TRUFFE PER 2.300.000 EURO, 72 DENUNCIATI IN SICILIA

Denunciati 72 responsabili di organismi teatrali per illecita percezione di contributi regionali
Palermo, 11 febbraio 2014 - Falsificazioni documentali, messa in scena di spettacoli "fantasma" , false attestazioni, costi dichiarati ma mai effettivamente sostenuti, contributi previdenziali non versati, utilizzazione di fatture false. Sono alcune delle condotte illecite emerse a seguito di due anni di indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Palermo che ha scoperto un sistema di frode messo in piedi da imprenditori operanti nel settore artistico, responsabili di una truffa perpetrata ai danni della Regione Siciliana nell'ambito degli interventi di sostegno delle attività teatrali per l'anno 2008.

A seguito delle attività investigative coordinate dai Dott. Daniele Paci e Roberto Tartaglia, Sostituti Procuratori della Procura della Repubblica di Palermo e sviluppate dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza del capoluogo siciliano, sono emerse responsabilità per 72 organismi teatrali, su un totale di 91 posizioni esaminate.

L'indagine, che ha interessato strutture con sede in tutto il territorio regionale, con prevalenza nelle provincie di Catania e Palermo, trae origine da un'attività ispettiva nel cui ambito, nel settembre del 2011, sono stati sottoposti a mirate verifiche soggetti economici aventi titolo a percepire i contributi previsti dalla Legge Regionale n. 25/2007, finalizzati a promuovere lo sviluppo delle attività teatrali ed a favorirne la diffusione, erogati dall'Assessorato Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione.

Dopo avere acquisito tutta la documentazione relativa alle istanze presentate dagli organismi teatrali operanti in tutta la Regione per ottenere l'erogazione del contributo, le Fiamme Gialle hanno proceduto ad una attenta disamina del materiale ed a numerosi controlli incrociati presso diversi Enti ed Uffici Pubblici.

Sono in tal modo emersi diversi casi di falsità dei documenti presentati agli Uffici competenti dell'Assessorato Regionale, con particolare riguardo a quelli attestanti i costi asseritamente sostenuti per la realizzazione di rassegne e festival e per la produzione di attività teatrali nel corso del 2008, su tutto il territorio nazionale ed anche all'estero, risultati mancanti delle specificazioni necessarie o addirittura artatamente predisposti e contraffatti.

Fra i casi più significativi emersi nel corso dell'indagine, quello del responsabile di un ente teatrale che, a seguito dell'esclusione al contributo per aver predisposto una "stagione" ritenuta, dai competenti organi della Regione, di "modesto livello", ha tempestivamente provveduto a procurarsi ed a produrre falsa documentazione attestante l'avvenuta rappresentazione di uno spettacolo a cui avrebbe partecipato un noto artista di fama nazionale, ma che, di fatto, non è mai stata realizzata.

L'ammontare dei fondi pubblici indebitamente percepiti attraverso gli artifici e i raggiri posti in essere dagli indagati, ammonta a un complesso di 2.300.000 euro.

Al termine dell'attività sono state deferite all'Autorità Giudiziaria 72 persone per essersi rese responsabili, a vario titolo, di truffa aggravata ai danni dell'Ente Regione e falso, nei confronti delle quali la Procura della Repubblica di Palermo ha già emesso gli avvisi di conclusione delle indagini, notificati in questi giorni dalla Guardia di Finanza.
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