Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

FORZA NUOVA IN PIAZZA CHIEDE LE DIMISSIONI DI CROCETTA “"#RIVOLUZIONARIO DI CARTONE”

Palermo, 14 marzo 2014 - Non è la prima volta che il movimento politico guidato da Roberto Fiore intraprende in Sicilia iniziative fortemente critiche nei confronti del presidente della Regione, oggetto di durissimi attacchi per il cedimento sul Muos, i tentativi di privilegiare le coppie gay nella concessione dei mutui per la prima casa, i petrolieri, nella riduzione degli introiti regionali sulle concessioni petrolifere - falliti solo per la bocciatura della legge finanziaria da parte del commissario dello Stato - e per le promesse elettorali di una "rivoluzione" mai realizzata.

Queste valutazioni hanno condotto Forza Nuova a definire Crocetta:

"#RIVOLUZIONARIOdiCARTONE"; con questo slogan eloquente il Movimento manifesterà sabato 15 marzo a Palermo, piazza Teatro Massimo, ore 17:00, per chiedere le dimissioni di un presidente e di una giunta che hanno palesato, al di là dei proclami, una sostanziale continuità con quanto già mostrato dai condannati Cuffaro e Lombardo, inchiodando la Sicilia e i siciliani al consueto immobilismo e al solito teatrino partitocratico e clientelare di una Regione e di un' Ars che FN da sempre sostiene di dover abolire, a vantaggio di quelle province che il recente papocchio dei liberi consorzi ha troppo precipitosamente tolto di mezzo.


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