“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

FRANCANTONIO GENOVESE E I SUOI “STRANI AFFARI”, SULL’ESPRESSO IN EDICOLA OGGI UN'INCHIESTA SUI CREDITI INSPIEGABILI

L’Espresso pubblica sul numero in edicola oggi, venerdì 7 marzo, l'articolo in versione integrale di Lirio Abbate e Primo Di Nicola dal titolo “Gli strani affari dell'onorevole Genovese”, Il deputato dem ed ex sindaco di Messina ha la passione per le società. E ha presunti crediti dello Stato per 1,2 milioni di euro. Che non vuole spiegare”. Genovese è indagato a Messina per associazione per delinquere, truffa e peculato, nell'inchiesta sui corsi di formazione professionale.Un’inchiesta della quale pubblichiamo un’anticipazione tratta dal sito web del settimanale L’Espresso
07/03/2014 - Lirio Abbate e Primo Di Nicola definiscono Francantonio Genovese "un politico economicamente potente. Genovese, deputato del Pd, ex sindaco di Messina, con un passato nella Democrazia cristiana e poi nella Margherita. A Genovese lo Stato versa da cinque anni il mensile da deputato: l'onorevole riceve inoltre dal fisco rimborsi complessivi per più di un milione di euro".

L'Espresso, in un'inchiesta contenuta nel numero in edicola oggi, 7 marzo, fa due conti in tasca a Genovese: dal 2008 (quando è stato eletto alla Camera dei deputati) al 2012, ha dichiarato redditi sempre in crescita. Da 153 mila a 489 mila euro. In più, negli ultimi cinque anni, Genovese ha ottenuto dallo Stato anche un credito complessivo di imposte pari a un milione e 185 mila euro.

Il decreto che rende noti i patrimoni dei politici e dei loro familiari semplicemente cliccando sul sito della Camera non è stato preso in considerazione dal parlamentare, che è uno dei pochi deputati del Pd che sul proprio profilo web di Montecitorio non ha inserito la documentazione patrimoniale. I parlamentari, nonostante il decreto che li obbligherebbe alla trasparenza, continuano infatti a pubblicare la dichiarazione dei redditi, il numero delle macchine e dei pacchetti azionari posseduti, nonché le spese per la propaganda elettorale in maniera del tutto facoltativa.

Così “l’Espresso” è andato alla Camera e ne ha chiesto visione: leggendo e scartabellando, è emerso che Genovese possiede decine di unità immobiliari e migliaia di azioni. Per la campagna elettorale che lo ha portato a Montecitorio, invece, ha stretto i cordoni della borsa, dichiarando la modesta spesa di 81 euro e 80 centesimi. Dai redditi indicati dall’ex sindaco di Messina si ricava che Genovese è azionista in diverse società. In particolare una, Calaservice, si occupa di “consulenza e pianificazione”, di “forniture di software e compravendita immobiliare”: il bilancio contiene un finanziamento che oggi arriva a circa 8 milioni di euro, effettuato dai due soci, che è stato alimentato nel corso degli anni. (...)

L'inchiesta de l'Espresso mette in evidenza anche gli interessi societari del parlamentare che fa parte del partito di Matteo Renzi: si tratta della “Mandarian Wimax Sicilia spa”, un’azienda di Catania che opera nel settore delle telecomunicazioni. (...)

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