Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

“L’ISOLA DEL TESORO” AL PALACULTURA DI MESSINA PER IL TEATRO RAGAZZI DI ASCETUR 2000

Un “family show” capace di raccontare “la sorprendente avventura del vivere”. Quattro repliche per lo spettacolo del Centro Studi Artistici
Messina, 12/03/2014 – Due giorni di repliche, martedì 18 e mercoledì 19 marzo (ore 9:15 e ore 11 in ciascuna giornata). Tornano al PalaCultura gli spettacoli di Teatro Ragazzi di Ascetur 2000, la stagione “parallela” a quella di prosa. E torna sul palco il Centro Studi Artistici. Stavolta lo spettacolo è “L’isola del tesoro”.
“Come per tutti i nostri spettacoli, anche questo è costruito in modo da abbracciare tutte le fasce d'età, dai più piccoli fino agli adulti.
Lo definirei un family show”, dice Carmelo R. Cannavò, alla regia e anche sul palco insieme con Nunzio Bonadonna, Francesca Bella, Diego Cannavò, Giuliana Camelia, Enzo Grancagnolo, Paolo Toti Guagenti, Salvatore Leotta, Renata Torre, Alessandro Vivona. L'idea di fondo è quella di un viaggio alla scoperta di se stessi. Il viaggio è compiuto dal giovane Jim. E la scoperta di valori primari - amicizia, affetto, serietà, responsabilità - è il vero "tesoro" che il giovane Jim troverà a conclusione della sua "caccia". Un modo per ricordare che “vivere è una grande, sorprendente, pericolosa, imprevedibile, avventura”.

E, ovviamente, musiche e danze avranno grande spazio nello spettacolo. “Musiche e danze sono studiate per aiutare il pubblico a vivere il percorso psicologico vissuto dal protagonista. Un esempio per tutte è l'accattivante canzone d'ingresso di Long John Silver, un personaggio che prima fa innamorare gli spettatori e poi si rivela il ‘cattivo’. Esattamente quello che succede al giovane Jim”.
Lo spettacolo è anche un omaggio al grande scrittore Robert Louis Stevenson. Ed è stato “sicuramente il più difficile adattamento che ho fatto per il teatro”, racconta Cannavò. “Bisogna concentrare la storia in ottanta minuti, riuscire a rendere bene i tanti, diversi luoghi della vicenda, ed è davvero straordinaria la scenografia progettata da Salvo Manciagli, riuscire a ‘creare’ dei pirati pericolosi ma non terrificanti, anzi addirittura comici”.
Quale augurio si fa la compagnia a pochi giorni dalla messinscena? “Semplice. Ci vediamo l’anno prossimo”.

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