“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

MANCUSO ARRINGA LACCOTO, “UN VIAGGIO E DUE SURBIZZA”: BROLO E S. AGATA MILITELLO LA POSTA IN GIOCO

Cosa succede di nuovo a Brolo, comune d’Italia, qualcosa di nuovo o si ripropongono sempre gli stessi modelli cinquecenteschi della politica del ‘nannodimionanno’? A Roma c’è da sperare che Renzi una parola di novità riesca a dirla, a Brolo pure, anche se le premesse si direbbero di 'formato medievale'
Brolo (Me), 16/03/2014 – Il sen. del Nuovo Centro Destra, Bruno Mancuso, ex sindaco di S. Agata Militello, interviene piccato su certe notizie apprese “nelle ultime settimane, di presunti traguardi ottenuti riguardo al progetto per il nuovo ospedale di Sant’Agata Militello, riesumando l’abbandonato scheletro della struttura di contrada Cuccubello, per cui sarebbero disponibili 27 milioni di euro”.

C’è da pensare che il sen. santagatese Bruno Mancuso faccia riferimento a quanto affermato a mezzo stampa dall’on. Giuseppe Laccoto, deputato regionale del Partito Democratico, già presidente della Commissione Sanità con il governo Lombardo, ex sindaco di Brolo (e forse aspirante futuro sindaco di Brolo), che sul proprio sito web ha pubblicato e diffuso l’articolo dal titolo Laccoto: "Premiati gli sforzi compiuti durante la presidenza della commissione sanità". 27 milioni per il nuovo ospedale di Sant'agata Militello e altri fondi per l'acquisto di strumentazioni.

L’articolo rende merito all’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino la quale, “nel corso della sua visita a Messina, ha annunciato che saranno disponibili 200 milioni di euro per gli interventi da effettuarsi su ospedali e strutture sanitarie siciliane” ma rende ancora più merito a “chi, da anni, si è battuto, soprattutto da presidente della VI Commissione Sanità all’Ars nella precedente legislatura”, cioè se stesso, l’on. Giuseppe Laccoto.

L’on. Laccoto nell’articolo esprime “soddisfazione per lo sblocco di questo finanziamento, che premia gli sforzi (suoi, ndr) compiuti da presidente della Commissione Sanità, quando mi sono battuto con forza per l’ottenimento di tali somme per il presidio santagatese, che serve un bacino di 80.000 utenti”.

Il sen. Mancuso non ci sta a giocare “a chi la spara più grossa” e interviene dicendo: “ Ero appena stato eletto Sindaco di Sant’Agata Militello quando sentivo parlare di questi possibili finanziamenti, per cui è da dieci anni ormai che si fa a gara a chi la spara più grossa, con annunci ad effetto su proposte inattuabili. Mi sembra incredibile che in momenti storici particolari come quello che il nostro Paese, ed in particolare la nostra Sicilia, sta vivendo, con necessità di tagli alla spesa spesso drastici, carenze e difficoltà in ogni settore dell’attività quotidiana, si continui a tirar fuori la solita “favoletta” di un nuovo ospedale.”

La discussione, bella ma lunga, dà l’idea (purtroppo) fotografica di come oggi, come ai tempi del ‘nannodimionanno’ (tempi antichi), la politica si giovi del famoso linguaggio che fa venire la vista ai ciechi e l’udito ai sordi: esattamente, i ‘sordi’, come diciamo da queste parti per dire denaro.

A botte di milioni di euro ('nellaboccadituttienelletaschedinessuno') prendono il via le prossime campagne elettorali: quella amministrativa a Brolo e quella per il rinnovo delle deputazioni europee a Bruxelles, ma si vota pure a Brolo e S. Agata Militello.

Così il sen. Bruno Mancuso, intervenendo sui “sordi di Laccoto” fa un viaggio e almeno “du surbizza” (due servizi): 1) si riappropria dell’egemonia politica a Sant’Agata di Militello, la città di cui è stato sindaco per molti anni e dove risiedono lui e la sua dinastica famiglia; 2) svolge la sua mansione di senatore della Repubblica del Collegio di cui fa parte Brolo, dove a maggio, seDiovuoleecampiamo si dovrebbe votare. A Brolo, dove ha sede la… sede di Nino Germanà, deputato regionale del Nuovo Centro Destra, ex deputato nazionale dello stesso partito di Bruno Mancuso e certamente artefice della vita politica brolese dal 1901, considerato che a Brolo la sua famiglia è “nata e cresciuta” e alle prossime amministrative l’on. Giuseppe Laccoto sarà l’uomo da battere.

Così si tornano ad affastellare milionarie montagne di euro come ‘regali’ personali, come generoso atto della propria munificenza al pubblico pagante: 200 milioni di euro per la provincia di Messina sanitaria, 54 milioni per l’intera provincia di Messina, 27 milioni (la metà) destinati all’ospedale di Sant’Agata Militello, che ”premiano gli sforzi compiuti da presidente della Commissione Sanità, quando mi sono battuto con forza per l’ottenimento di tali somme per il presidio santagatese, che serve un bacino di 80.000 utenti”.
Laccoto a Sant’Agata Militello, cioè a casa di Bruno Mancuso!

E 27 milioni che arrivano tra Brolo e Sant’Agata di Militello significherebbero tanti soldi ('nellaboccaditutti e nelletaschedinessuno') da spendere sul territorio. Se non fosse che quei soldi, a volte, anziché finire nelle tasche degli imprenditori locali, degli artigiani, dei commercianti, dei lattonieri, etc. si dileguano o vanno a finire su conto correnti personali: cioè di una sola persona, quella sbagliata, alla quale i soldi non spettavano.

E quelli a cui spettavano invece - pur avendo lavorato, faticato e 'buttatoilsuosangue', fatto debiti per procurarsi quel lavoro, possono… “spettare!”. Chi non viene mai!

mcd

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