Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

MILAZZO: L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DENUNCIA ALLA PROCURA IRREGOLARITÀ FINANZIARIE 2004-2009

L’Amministrazione comunale presenta denuncia alla Procura di Barcellona presunte irregolarità finanziarie nel periodo 2004-2009
Milazzo, 01/3/2014 - L’Amministrazione comunale ha comunicato di aver presentato questa mattina alla Procura della Repubblica di Barcellona un esposto per denunciare presunte irregolarità finanziare nella gestione del Comune. Sette i punti oggetto dell’esposto:
a) “A decorrere dall’anno 2004 il Comune di Milazzo ha deliberato sistematicamente tutti i bilanci di previsione senza il rispetto dell’equilibrio economico.
Per tale motivo, in tutte le fasi di salvaguardia, ai parecchio milioni di debiti fuori bilancio si è data copertura fittizia, tramite alienazioni mai concretizzate;
b) Negli anni dal 2004 al 2009, mediante artifizi contabili veniva sistematicamente elusa la normativa sul patto di stabilità interno. In conseguenza di ciò l’Ente assumeva spese per somme ingenti che non avrebbero potuto essere legalmente impegnate né tanto meno avrebbero potuto essere effettuate;

c) Nei bilanci viene costantemente riscontrato una destinazione di somme a copertura di servizi essenziali che erano costantemente e volutamente sottodimensionate. Ciò al fine di impegnare somme su altre voci di spesa e per mantenere equilibri di bilancio che, già all’origine non erano mantenuti. Con particolare attenzione al costo dell’energia elettrica e agli impegni per spese legali;
d) Utilizzo del servizio economato anche per fini totalmente estranei da quanto previsto dalla normative vigente e per somme nettamente superiori a quelle destinate in bilancio. Con questo sistema si eludeva costantemente l’ordine cronologico dei pagamenti e veniva data precedenza a spese non necessarie (limite di spesa di 120 mila euro annui, previsti dal vigente regolamento comunale, sforato con spese che superavano i 500 mila euro);

e) Utilizzo per fini diversi di somme erogate per mutui, con dichiarazione di chiusura dei lavori senza che ciò fosse mai avvenuto;
f) Elevato utilizzo delle partite di giro. A fronte di entrate correnti consolidate per 26 milioni di euro il servizio conto terzi registrava un consolidato di oltre 37 milioni di euro (anni 2007 e 2008)
g) Costante utilizzo di somme a destinazione vincolata per copertura spese correnti senza il necessario reintegro delle spese nell’esercizio in corso, né in quelli successivi”.



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