Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

CROCETTA: “NON SONO UOMO DI TRADIMENTI, LA MIA STORIA PARLA CHIARO”

Palermo, 2 apr. 2014. “Sono pronto al confronto a 360° per la conferma e il rilancio del patto originario, di quel patto che era stato siglato da Pd, Udc e Megafono che ha consentito l'elezione del presidente. Quel patto per me è il caposaldo dell'accordo che abbiamo sottoscritto col popolo siciliano e che non può essere messo in discussione per nessun motivo e per nessun'altra ragione di opportunità. Sono coerente e leale, non tradirò mai quel patto nè penso che lo possa fare alcun altro. Sono convinto, come il Segretario, che dobbiamo partire necessariamente da lì e che le questioni di assetto del governo e l'assicurazione di una
maggioranza in aula non possono che partire da questa considerazione, anche a rischio di essere minoranza in Assemblea. All'indomani del mio insediamento in parlamento, ho sostenuto proprio questa tesi, il governo è composto dalle forze che hanno siglato il patto.

Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche parlamentari per verificare una possibile intesa per le grandi riforme, lo sviluppo, l'occupazione, la lotta alla mafia, la semplificazione amministrativa, la riqualificazione della spesa. Non ho posto veti a nessuno e non mi sono mai introdotto nelle dinamiche interne di nessun partito, neppure del mio. In questi mesi ho fatto solo il presidente della Regione. Qualsiasi ipotesi, dunque, di allargamento della maggioranza della composizione del governo non può che partire dalla condivisione delle idee e dei valori per cui ci siamo messi insieme e di tutto ciò che abbiamo promesso ai siciliani. Lealtà dunque fino in fondo. Nei prossimi giorni, sulla base della condivisione delle forze politiche, a partire dal mio partito, convocherò un incontro che possa determinare un'atmosfera di serenità, che consenta l'accelerazione di un grande progetto di innovazione che oggi è persino di salvezza per la Sicilia, in una fase storica nella quale viene messa persino in discussione l'esistenza della medesima.

Non sono uomo di tradimenti, la mia storia parla chiaro, ho militato sempre a sinistra e forse sono stato tra i pochi sindaci che ha amministrato in Sicilia mantenendo per tutto il periodo del mandato un'amministrazione, quella di Gela, esclusivamente composta dalle forze che hanno contribuito alla mia elezione anche quando nel corso del primo mandato, la mia maggioranza era composta 12 consiglieri contro i 18 delle opposizioni. Eppure ho governato con fermezza sulle questioni della legalità e con il confronto aperto sul piano delle idee. Questi sono i miei principi e con questi principi mi sono presentato ai cittadini. Sono contento dunque, che le forze politiche rilancino il tema del patto originario”.

"Il cambiamento della Sicilia prima di tutto. Si tratta di una scelta etica, oltre che politica, che mi accompagna da sempre. La Sicilia ha bisogno di riforme radicali e non si possono utilizzare i conflitti, anche interni ai partiti, per evitare di affrontare le questioni e creare difficoltà al governo Crocetta, che sta colpendo un sistema di potere burocratico-clientelare e affaristico-mafioso con risultati senza precedenti. La vicenda delle candidature per le elezioni europee va tenuta distinta dal confronto che il presidente sta avendo con le forze della maggioranza. Strumentalizzarla e piegarla alla composizione dell'esecutivo è un errore grave. Sia chiaro: mi è stata chiesta una disponibilità dalla base, dal territorio e da diversi dirigenti del Pd. Una richiesta che sto ancora valutando, senza smanie e con molta serenità. Mi auguro che lo stesso atteggiamento sobrio, libero da pregiudizi o paure, prevalga in tutti". Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia.

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