Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

FIUMEFREDDO RINUNZIA ALL'INCARICO DI ASSESSORE ALL'ARS: "TUTTO CIÒ NELLA SETTIMANA DELLA PASSIONE È UN PRIVILEGIO DI CUI NON SONO DEGNO"

Pubblichiamo la lettera con la quale l'avvocato Antonio Fiumedreddo rinuncia all'incarico di assessore nel governo del presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta
Palermo, 16/04/2014 - Caro Presidente, la violenza degli attacchi subiti in questi giorni, con il ricorso spregiudicato alla calunnia in un crescendo irrefrenabile di aggressioni, non mi stupisce giacché so bene che combattere Cosa Nostra se mette a repentaglio la nostra vita, insieme e prima di tutto attenta alla nostra reputazione così da confondere ogni cosa; è un metodo vecchio ma sempre in uso.

Quel tipo di belva, che è il mafioso, inizia con l'adulazione dei suoi nemici ma quando si accorge di non avere presa ed allora passa ad infangare ed isolare, infine, se tutto è vano, uccide.
A questa consapevolezza si aggiunge la mia Fede, che è il Credo in Gesù,
figlio di Dio nato dalla Vergine, crocifisso morto e resuscitato, cosicché
l'indicibile dolore provocatomi in questi giorni è piccola croce rispetto a quella
imposta al Cristo, ma completa, umilmente, quelle sofferenze sante mentre
sono già beati quanti sono perseguitati a causa della fede, e quanti
perseguono la giustizia. Che tutto ciò, poi, avvenga nella settimana della Passione, è un privilegio
di cui non sono degno.

È questo l'approccio che mantengo rispetto alla battaglia in corso, e che mi
permette di guardare benignamente ad ogni mio nemico, tenendolo nel mio
cuore in una considerazione di grande privilegio, quella dell'amore.
La croce però è un regalo che Gesù concesse a Simone di Cirene ed il
cirenaico se ne fece carico da solo; non la volle, non la chiese, ma ricevutala
non la passò ad altri.
Allo stesso modo e per questa ragione, caro Presidente, non posso
accogliere il tuo invito affettuoso ad accettare il prestigioso incarico di
assessore.

L'attacco alla mia persona servirebbe in quel caso a colpire il governo,
a cogliere ogni occasione per indebolire l'azione di profondo
cambiamento da te avviato.
Non posso, pertanto, assecondare la tua generosità volendo anche
restare libero di portare avanti il mio impegno per la giustizia e la
legge, senza doverlo contemperare con le esigenze di temperanza che
si impongono a chi governa.

Credo, anzi, di poterti essere assai più utile continuando a sostenerti
come cittadino intransigente, come avvocato orgoglioso di garantire lo
stato di diritto a Caino, come docente universitario impegnato a
spiegare agli studenti quanto vale il loro impegno, come editore
difendendo un'informazione libera ed indipendente che il mio ruolo di
governo inevitabilmente potrebbe condizionare.
Ti chiedo, quindi, di andare avanti, di non cedere di un passo, di
rendere anzi ancor più radicale l'azione del cambiamento, di
mantenere il piglio ed i modi della rivoluzione.

Per la mia terra e per i miei valori sono pronto a dare la vita, e per farlo
sarà più bello non stare comodamente seduto in eccellenti poltrone di
governo bensì mantenendomi tra la povera gente, dove risiede il
giusto, piccolo tra la folla, dove vigono sentimenti veri, umile tra i
piccoli, dove nessuno ti ossequia per accoltellarti.
Con te, ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto e che mi hanno
chiesto di non mollare, amici parlamentari, uomini e donne delle
istituzioni, semplici cittadini.
Ma, io non mollo, bensì agisco da uomo libero.
Sempre grato dell'onore ricevuto, ti rinnovo il mio affetto.
Sei nelle mie preghiere

In Maria nostra Madre, 15 aprile 2014, Martedì Santo

Antonio Fiumefreddo
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La lettera di risposta del Presidente Crocetta ad Antonio Fiumefreddo

Caro Antonio,

Conoscerti, al di la' della querelle giornalistica di questi giorni, mi ha dato la possibilità di confrontarmi con la tue autenticità religiose e culturali. Mi ha dato prontezza del tuo impegno sociale contro ogni forma di criminalità organizzata e, soprattutto di voler rilanciare una fase più intensa di quell'impegno senza avere le mani legate da lacci burocratici. Ho sofferto insieme a te in questi giorni, con la consapevolezza di vivere il dolore espiatore e catartico della settimana santa.
La sofferenza ci purifica e ci rafforza. Non potrò, per via solamente della tua indisponibilità in questo momento, averti a fianco come assessore. ti chiedo, però' di essere disponibile, a condurre insieme, nel ruolo che concorderemo, la lotta contro il malaffare e le mafie.

Con stima ed affetto

Rosario Crocetta

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