Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

CLAUDIO FAVA VITTIMA DI MINACCE PER LE PRESE DI POSIZIONE SULLA REVOCA DEL 41-BIS AL KILLER DEL PADRE, PIPPO FAVA

Firenze, 2/5/2014 - Venuta a conoscenza del provvedimento, assunto dal competente Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, di assegnazione di una scorta all'on.Claudio Fava, la presidenza di Avviso Pubblico - Regioni ed enti locali per la formazione civile contro le mafie, tramite il Vicepresidente Piero Gurrieri, Assessore alla Legalità al Comune di Vittoria, ha voluto esprimere al Vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia la propria solidarietà.
Ha dichiarato Gurrieri: "Desidero esprimere a Claudio la vicinanza mia personale, del Presidente Roberto Montà e della presidenza, come anche dei Sindaci e delle Amministrazioni regionali e locali che fanno parte della nostra Associazione".

Ha poi aggiunto: "Siamo certi che essa coincida con il comune sentire di ogni altro rappresentante delle istituzioni e della società non solo siciliana. Le ripetute prese di posizione, negli ultimi mesi, di Fava sulla inopportunità della revoca del trattamento carcerario del 41-bis al boss Aldo Ercolano, tra gli esecutori dell'assassinio di Pippo Fava, che costituiscono con ogni probabilità la principale causa di questa inaccettabile ritorsione, appaiono oltretutto legittime alla luce delle pesanti responsabilità accertate in sede processuale e dello stesso recentissimo provvedimento di sequestro, da parte dell'A.G., nei confronti della ditta di trasporti Geotrans, riconducibile, secondo gli inquirenti, a Giuseppe Ercolano, in relazione alla cui operatività e relazioni siamo certi che la magistratura continuerà a profondere il massimo impegno".


Commenti