Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

GIUSTIZIA ITALIA: PROCLAMI E BUONE INTENZIONI, NULLA DI NUOVO SOTTO IL CIELO OCCIDENTALE

Convegni, protocolli d'intesa, visite istituzionali e commemorazioni, sul versante giustizia non si muove una foglia. Il ministro Guardasigilli Andrea Orlando ha ricevuto, il 15 maggio, il Ministro Romeno Robert Cazanciuc per affrontare diverse questioni di comune interesse. A Palazzo Montecitorio, in vista del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea, la Fondazione Rocco Chinnici, in collaborazione con il Centro Studi Giuridici Quale Giustizia, con l’Università LUISS Guido Carli e con l’Unione Camere Penali Italiane, ha organizzato l’incontro sul tema La Procura europea – Un impegno per il semestre di presidenza italiano. Orlando: mi batto per l'efficienza della macchina giustizia
Roma, 20 maggio 2014 - Corruzione e burocrazia, lobby da regolamentare in sinergia con i ministeri dello Sviluppo economico e della Funzione Pubblica, prescrizione da ripensare, nuovi reati economici e autoriciclaggio. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, nell'intervista rilasciata a Silvia Barocci per Il Messaggero, partendo dal caso Expo e dalla urgente necessità, di "superare il grado di opacità" che ha consentito che si sentisse nuovamente parlare di tangenti, attraverso un regolamento ad hoc sulle lobby, espone le sue considerazioni sulla normativa anti-corruzione: "Non ritengo che ci sia un vuoto normativo" dice, ma è convinto che sia necessaria, viceversa, una reale attuazione della Legge Severino sulla prevenzione: "Non dobbiamo reinventare il sistema, perché la legge Severino é un punto di partenza importante. Dobbiamo integrarlo." E in quest'ottica é già pronto un testo di dettaglio sull'autoriciclaggio e nuovi reati economici.

Ma, alla richiesta netta di indicare una priorità nel mondo della giustizia, Orlando recupera un cavallo di battaglia sul quale ha aperto la sua stagione nel Governo Renzi. Il ministro della Giustizia ha decisamente a cuore e non é affatto un segreto "il tema dell'efficienza della macchina": l'organizzazione e gli organici degli uffici sono essenziali per il corretto funzionamento e, invece, ritiene che questo sia "stato trascurato in un quadro in cui si è guardato alle norme come alla soluzione dei mali".

Infine, le carceri. Il 28 maggio Strasburgo attende risposte e il guardasigilli si presenterà, ma forse anche un po' prima, con la sua idea di riforma del sistema penitenziario che sta già iniziando a dare risultati, anche in termini di numeri: aumentato lo spazio a disposizione di ciascun detenuto, sceso il numero dei detenuti al di sotto dei 60 mila. "Ma alla base di tutto" conclude "c'é la volonta di ripensare qualitativamente il modello penitenziario".

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