L’FNS “Sicilia Indipendente” ritiene che non debba essere accettato con rassegnazione, e senza che alcuno ne risponda o paghi il danno, il gravissimo e scandaloso fenomeno che ha visto, in questi giorni, la Sicilia “BRUCIARE”
Palermo, 28/06/2014 - Abbiamo assistito impotenti ed indignati all’esplosione di incendi, dolosi e non, in tutto il territorio siciliano. Il più delle volte i fuochi sono stati, addirittura, spenti lentamente ed a fatica per la carenza di uomini e di mezzi. Non di rado, gli incendi si sono estinti da soli. Ma soltanto dopo avere creato terra bruciata e distruzioni di ogni tipo. Tanto da compromettere, talvolta, eco-sistemi e/o da eliminare gran parte del patrimonio naturalistico.
Se la Sicilia torna tanto spesso a “bruciare”, però, non crediamo che le colpe e le responsabilità siano soltanto dei delinquenti o dei maniaci che appiccano, il più delle volte, il fuoco. Il quale ultimo trova poi le condizioni ideali per dilagare ovunque, distruggendo quanto trova sul suo percorso.
La colpa è - infatti e soprattutto - di quella classe politica e di quei partiti dominanti in Sicilia che hanno trasformato, nel tempo, la Pubblica Amministrazione ad ogni livello ed i servizi pubblici di ogni genere in stipendifici ed in pensionifici. Le eccezioni in tal senso sono poche. Lodevoli, certamente, ma insufficienti. Prevale, nella realtà, la tendenza a trasformare tutti o quasi i lavoratori del settore in altrettanti piccoli e grandi “serbatoi” di voti clientelari e di voti di scambio. A discapito della produttività del servizio pubblico, dell’occupazione non parassitaria, dell’economia generale. E dell’interesse pubblico. Nonché di quello dell’intera Società.

Nell’esprimere, tuttavia, gratitudine ed il giusto apprezzamento a quanti in Sicilia compiono il loro dovere nel servizio pubblico, con spirito di sacrificio e con alto senso di responsabilità, in ogni settore (soprattutto nei servizi anti-incendio), l’FNS “Sicilia Indipendente” non può non stigmatizzare il fatto che a Sala d’Ercole, aldilà dei discorsi ufficiali e dei programmi dichiarati, prevalgano le logiche del trasformismo, della partecipazione alle manovre accentratrici del Governo Centrale, dell’accattonaggio nei confronti del Governo Centrale e della Unione Europea, della DESICILIANIZZAZIONE, dell’ANTI-SICILIA, dell’ASCARISMO, delle lottizzazioni, del corporativismo, dei privilegi … eccetera, eccetera.
Ovviamente, restano rigorosamente fuori dalla porta le esigenze più pressanti del Popolo Siciliano e l’intera QUESTIONE SICILIANA.
Ci risparmino, infine, i politicanti siciliani, lo spettacolo teatrale di una Regione che funzionerebbe bene, unitamente a tutti gli Enti che le vengono appresso. Rischierebbero di fare la figura di tanti piccoli NERONE che, suonando la cetra, cantano e ballano mentre LA SICILIA BRUCIA !
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